WSBK: Imola, l'unico GP del SIC, di Roberto Pagnanini

Il mondiale dedicato alle derivate di serie, la SBK, arriva in Italia e lo fa preparandosi a disputare la sua quinta prova sul tracciato Enzo e Dino Ferrari di Imola.

Un circuito, quello sulle rive del Santerno, che è stato scenario di tantissime gare: qui si è corso il Motomondiale, la F1, la mitica 200 Miglia e quindi non si può guardare con grande ammirazione a quello che un gruppo di appassionati tra i quali Checco Costa padre del Dott. Costa, allora presidente del Moto Club Imolese, vollero fortemente realizzare agli inizia degli anni 50.

Tanti aneddoti, tante situazioni, tante storie dal finale lieto o a volte tragico si sono rincorse tra il Tamburello, la Tosa, le Acque Minerali e la Rivazza, curve mitiche che risuonano nell’immaginario comune come qualcosa pieno di fascino e che rappresentano l’essenza stessa della velocità.

Tante storie dicevamo come quella che racconta ad esempio l’unica presenza in SBK di Marco Simoncelli, giusto dieci anni fa.

Marco era reduce dalla vittoria del mondiale 250 nel 2008 e stava difendendo il titolo nell’anno seguente, il 2009 appunto; una esperienza, quella del round di Imola, che terminò tra l’altro con uno sorpasso, voluto e meno non lo sapremo mai, ai danni del suo occasionale compagno di squadra Max Biaggi all’interno del Team Aprila in sella alla RSV4, e che gli permise di conquistare il podio al termine di Gara2.

Gilera e Aprilia respiravano la stessa aria ed entrambe erano gestite sotto lo sguardo vigile del Gruppo Piaggio e più precisamente del reparto corse di Noale capitanato da Gigi Dall'Igna e la direzione di Giampiero Sacchi. L’avventura SBK della RSV4 era appena iniziata ed a Imola non c’era Shinya Nakano infortunatosi durante il GP di Valencia. Per una serie di situazioni, sulla sua moto salì Simoncelli e, senza nulla togliere al fascino della SBK ed al fatto che si tornasse a correre sul circuito romagnolo, la sola sua presenza  fu sufficiente per riempiere buona parte delle tribune. Due giorni di test al Mugello, al termine di quali già si intravedeva la familiarità con la 1000, e poi subito a correre lungo le rive del Santerno. Marco non riusciva a non mettere il cuore in tutto quello che faceva; insieme a lui c’era anche Aligi, il suo capomeccanico che ormai lo seguiva da diverso tempo e lo avrebbe fatto anche nella successiva esperienza in MotoGp. A differenza del Motomondiale, anche allora in SBK si correvano due gare nella stessa domenica e mentre nella prima Marco scivola, al termine della seconda va sul podio; è terzo precedendo proprio il Max Biaggi. “Prima di partire Aligi mi aveva detto di non fare cazzate e di non arrivare davanti al numero 3 … Mi sa che la cazzata l’ho fatta!” Con quella battuta e la convinzione da parte di tutti noi che avrebbe fatto bene anche in SBK, si concluse cosi la prima ed unica esperienza del Sic in SBK proprio ad Imola.

Ma tornando ai giorni nostri, in mondiale riservato alle derivate di serie arriva ad Imola segnando una supremazia assoluta di Alvaro Bautista in sella alla Ducati V4R con la quale, sino ad ora, ha vinto tutte le gare in calendario. Una accoppiata, quella Bautista-Ducati, che appare imbattibile e che relega gli altri piloti ad una lotta che come obiettivo può avere soltanto quello per la conquista del secondo posto. C’è da dire che il grande vantaggio che nelle scorse stagioni sembrava avere la Kawasaki rispetto alle altre Case concorrenti, vantaggio adesso acquisito dalla Rossa di Borgo Panigale, sembra anch'esso essersi dissolto tanto che Rea si è trovato a battagliare molto più frequentemente con le Yamaha e le BMW, cosa che in passato non accadeva. La Yamaha è cresciuta, o per lo meno ha ridotto quel gap che pagava alle moto di Minato con la conseguenza che sia Lowes che Van der Marc riescono a giocarsi quasi sempre il podio. Discorso differente invece per gli altri due portacolori Yamaha, Marco Melandri e Sandro Cortese, entrambi inquadrati nel Team satellite GRT, ma mentre per quest’ultimo, debuttante nella massima serie, l’apprendistato è concesso, per l’ex Campione del mondo della 125 e veterano nella SBK, la situazione si è impantanata sin dalla prima gara nella ricerca di assetti introvabili che pregiudicano il suo rendimento. Lui chiede aiuto alla Casa madre riguardo a modifiche ritenute necessarie che però, confortata dalle prestazioni di Lowes e Van der Marc, la Yamaha forse non ritiene tali. Una cartina al tornasole a questa situazione potrebbe essere rappresentata dalla presenza, a partire da questo GP, di Loris Baz che porterà in pista una quinta R1, quella del Team Ten Kate che dopo molte stagioni passate come squadra di punta Honda, cambia casacca e moto. No resta che aspettare quindi e da domani, via alle prime prove.  

 

Sponsor

Macelleria Da Ida
Mediapoint Group
Pet Store Conad

 

Galleria fotografica