WSBK: Il ritorno del Cannibale, Melandri in crisi, di Roberto Pagnanini

Il Cannibale è tornato forte, veloce e determinato e cosi Jonathan Rea in sella alla sua Kawasaki, ha piazzato una  doppietta incredibile sorprendendo tutti nel gran premio di casa della Ducati che, da Imola dista una manciata di chilometri. In questo 2019, le gare sin ora disputate, ben 11 comprese le pole race, erano state a totale appannaggio di Alvaro Bautista e della nuova V4R ma in terra di Romagna, lo spagnolo si è trovato dinnanzi  ad una realtà differente dove non solo Rea, ma anche il suo compagno di squadra Davis, sono tornati ad insidiarlo e con i quali ha dovuto fare i conti. Ed il bottino dell’inglese avrebbe anche potuto essere più proficuo se a causa della forte pioggia abbattutasi sulle rive del Santerno, la direzione gara non avesse preso la decisione di cancellare Gara2 della SBK. In ogni caso, alla luce dei risultati odierni, la classifica mondiale vede ancora in testa Alvaro Bautista con 263 seguito dal Rea a quota 220 per quello che si preannuncia adesso come un mondiale riaperto e che negli otto round che mancano, a partire da quello di Jerez del prossimo 9 giugno, non lesinerà certamente spettacolo e sorprese. Purtroppo invece, le sorprese non sono arrivate dal Team GRT che anche ad Imola ha sofferto con i suoi portacolori Cortese e Melandri. In realtà, sabato in Gara1, qualcosa di buono si era intravisto ed il ravennate aveva chiuso con una sesta posizione, seppure a oltre 30 secondi dal vincitore, foriera di belle speranze. La domenica però, nella pole race, sono riemersi tutti i problemi e cosi nella gara sprint su dieci giri Melandri ha chiuso penultimo, diciassettesimo con alle spalle il solo Del Bianco. Non è andata meglio al suo compagno di squadra, e Campione del mondo in carica della 600, Sandro Cortese che sabato è caduto a cinque giri dal termine e domenica mattina ha chiuso tredicesimo. E’ chiaro che per lui, Cortese, questa stagione coincide con quella di adattamento con una moto ed una categoria per lui nuove e quindi ci può stare ma Melandri rappresentava, e continua a rappresentare, il centravanti della squadra, colui il quale con esperienza e competitività deve portare a casa i buoni risultati per un team che come dichiarato dal suo Owner Filippo Conti, punta a diventare una struttura di riferimento per Yamaha. In una intervista rilasciata a Gpone.com, Melandri non si nasconde dietro un dito e va dritto al problema: “Con questa moto sto faticando fin dall’inizio della stagione ed è evidente, e purtroppo non posso sfruttare i miei punti di forza con la R1”

 

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