WSBK: GRT Racing, ad Aragon si salva soltanto Cortese, di Roberto Pagnanini

E' il rosso, e nella fattispecie quello Ducati, il colore del mondiale SBK 2019, un mondiale che ad Aragon non ha potuto che inchinarsi ancora una volta dinnanzi ad Alvaro Bautista, protagonista di un'altra tripletta con la quale porta a nove vittorie, su le nove disponibili, il proprio bottino dopo i primi tre GP disputati quest'anno. 

Un dominio impressionante che relega gli altri piloti ad un ruolo di comprimari, in pratica ad attori destinati a recitare da comparse e giocarsi il secondo posto; ci hanno provato tutti da Rea a Davis, da Lowes a Sykes e pure Van der Mark e, da lontano, anche Cortese per ciò che riguarda il team ternano, ma il risultato finale non è cambiato.

La Ducati sarà anche una moto nata con il verso giusto, veloce e competitiva ma a Bautista bisogna riconoscere il fatto che la guida davvero bene e, oltre a vincere, vederlo in pista da l'idea che li sopra si diverta molto.

Chi invece non da la stessa senzazione è Marco Melandri che in Spagna, in sella alla R1, ha ancora evidenziato gli stessi problemi che lo avevano rallentato in Australia e Tailandia; in Gara1, quella del sabato, il ravennate ha chiuso 12°, Cortese suo compagno di squadra e debuttante nella categoria è invece finito 7°, con un distacco di oltre 16" dal tedesco e ben 40 dal vinvitore.

Stessa storia nella Superpole Race dove è terminato 11° e Cortese nei dieci esattamente come nell'ultima corsa del week end.

Situazione quindi non semplice che se da un lato è forse in linea con le aspettative di un debuttante nella categoria come appunto Sandro Cortese, non lo è per quelle che invece lo erano per l'ex campione del mondo della 250. 

Il dominio della Ducati è impressionante e l'accoppiata Rossa-Bautista sembra destinato a battere qualsiasi record di vittorie mentre tutti gli altri sono alle prese con problemi più o meno importanti; di sicuro, tra una settimana, per il GRT si può immaginare un'altra gara compicata su un tracciato, quello di Assen, si guidato ma anche veloce e con accellerazioni importanti.

Su tutto questo poi, aleggiano anche le polemiche tra Melandri ed i colleghi ufficiali Yamaha, con il ravennate ancora in difficoltà con la sua R1 ed alla ricerca di aiuti importanti da parte della Casa madre.

 

 

 

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