WSBK: Aria tesa in casa Yamaha, di Roberto Pagnanini

Il mondiale delle derivate di serie arriva in Europa dopo le due trasferte in terra australiana e tailandese.

Il terzo dei tredici round previsti per la stagione 2019 si disputerà infatti sul tracciato spagnolo del Motorland ad Aragon; un circuito tecnico di oltre 5 chilometri che presenta 17 curve ed un rettilineo principale in leggera salita al quale si accede da una secca sinistra di 90°; motore e accellerazione saranno quindi fondamentali.

Leggendo la classifica iridata, non può non risaltare il grande dominio della Ducati V4 portata in pista da Alvaro Bautista che ha fatto sue tutte le sei gare sino ad ora disputate; un amplain che sta quasi mortificando gli altri piloti costretti a lottare per gli altri gradini del podio.

In casa GRT, compagine ternana che schiera il sella alle Yamaha R1 Marco Melandri e Sandro Cortese, dopo i test pre-campionato non particolarmente entusiasmanti, sembrava essere tornato il sereno in occasione della prima prova disputata a Phillip Island dove il pilota ravennate era riuscito a conquistare un bellissimo terzo posto ma, l'illusione di aver risolto tutti i problemi emersi in precedenza, è durata davvero poco dato che, già dallla Tailandia, si sono materializzati di nuovo. 

Detto fatto, Melandri ha chiesto aiuto ai tecnici della casa di Iwata per risolverli e questo ha immediatamente scatenato le ire degli ufficiali Alex Lowes e Michael Van der Mark certi che i problemi, sempre ammesso ce ne siano, non vadano risolti basandosi sulle indicazioni personali dell'ex iridato della 250 in quanto, a loro dire, personali appunto e non dovuti alla bontà della moto.

L'ambiente si è quindi subito surriscaldato e non sono certamente mancate le polemiche in questa vigilia del primo GP europeo; Melandri si è scatenato e ne ha per tutti iniziando dal compagno di marca Lowes sino a alla coppia Ducati Bautista-Davis dove, secondo lui, non è lo spagnolo ad essere veloce ma bensi l'inglese troppo lento.

E' fuori di dubbio che l'obiettivo del pilota del GRT sia quello di accaparrarsi una sella ufficiale per il 2020 e questo ha aperto una vera e propria guerra intestina basata principalmente sulle scelte tecniche in base alle quali gestire le Yamaha; c'è da dire però che problemi molto simili a quelli che sta soffrendo in questa stagione, sono assimilabili, o forse sono gli stessi, a quelli che lo avevano penelizzato lo scorso anno in Ducati cosi come in precedenza in altre esperienze sulle moto derivate di serie.

Un stile di guida che prevede molto carico sull'anteriore potrebbe esserne la causa ma se cosi fosse, le soluzioni andrebbero ricercate all'interno della squadra che gestisce le moto e non radicalmente all'interno della struttara factory.

Questo è il nocciolo delle situazione, semplice ed elementare: i setting graditi da Melandri, ed adatti al suo personale stile di guida, potrebbero essere alla base dei problemi e penalizzarne le stesse prestazioni in pista e da qui nascono i timori che se le sue indicazioni, se fossero recepite dalla Casa madre, non solo non risolverebbero i problemi ma, per di più, coinvolgerebbero in questa logica anche Lowes e Van der Marc che non ci stanno, da ufficiali, a farse gestire tecnicamente da un privato.

In ogni caso da oggi si scende in pista e come sempre sarà lei a dare le risposte a tante domende.

 

 

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