Quella vendetta trasformata in un regalo! di Roberto Pagnanini

La sfida al pungiball nel luna park di Riccione mi ha visto perdente, e ci può stare, ma gli sfottò successivi meritavano vendetta ...

Passare per un’altra sfida? Hummm … Ci voleva qualcosa di diverso e che oltremodo lasciasse il segno. Intanto a battermi erano stati in due, ma mentre perdere contro mio figlio mi aveva fatto provare anche una sorta di paterna soddisfazione, contro Stefano, l’editore di Daje mò che tra l’altro aveva condito la vittoria con prese in giro più o meno simpatiche, in realtà simpaticissime, non nascondo che un po’ mi rodeva. L’onta degli sfottò andava lavata con una sana vendetta e allora quale occasione più ghiotta se non far godere la vittima di un giro di pista del circuito di Misano? Ma non un giro qualsiasi, ma seduto sul sellino posteriore di una moto lanciata ben oltre i 200 kmh. Per carità, senza nessuna malizia, giusto per fargli provare un pizzico di sano terrore!

“Stefano ti ho fatto un regalo, sono riuscito a riservarti un posto per un giro sulla biposto. Pensa, c’è la fila per assicurarselo ma siccome noi siamo sponsor del campionato ci sono riuscito. Vedrai, sarà bellissimo!”

 “Tu sei matto, io li sopra non ci salgo”

“Stefano non puoi rinunciare, non puoi farmi fare brutta figura, ormai ho organizzato”.

Un gioco da ragazzi, il tarlo era posto perché quando con Stefano la butti sul rispetto e la correttezza sei sicuro di toccare le corde giuste. E cosi, il tutto condito da sfottò che già si erano trasformati in improperi per la trappola tesa, sabato mattina eccolo arrivare nel paddock di Misano Adriatico, Circuito Marco Simoncelli, un pezzo di storia del motociclismo dove appunto nel week end si disputava la quarta prova del CIV, il Campionato Italiano Velocità. E’ all’interno della manifestazione che si organizzano vari eventi e, come si usa dire in termini tecnici, si generano incentive e guest events, in parole povere si cerca di coinvolgere sponsor, clienti o semplici appassionati in attività alle quali normalmente non avrebbero accesso, come appunto percorrere un giro di pista o a bordo di una safety car oppure sul sellino posteriore di una moto da corsa appositamente predisposta e, casualmente, la mia scelta è caduta proprio su quest’ultima opzione. La procedura prevede che tutti i fortunati passino prima di tutto alla vestizione e qui Arianna, colei che si occupa di questi eventi per conto della FMI, Federazione Motociclistica Italiana, ti fa provare la tuta di pelle, gli stivali i guanti ed il casco affinché oltre a somigliare ad un vero pilota, il fortunato prescelto possa godere della medesima sicurezza. Inutile dire che già in questa fase, di pari passo con il caldo ed il sudore, aumentavano proporzionalmente anche gli aggettivi nel molto edificanti rivolti dell’editore alla mia persona. Una volta vestito come un novello Valentino Rossi, insieme agli altri piloti per un giorno, che però di provare quelle scariche di adrenalina lo avevano scelto di propria volontà, tutta in fila, l’allegra brigata si portava li dove era previsto il breafing e dove ad attenderli c’era il pilota. Forse all’istante, non tutti gli appassionati riescono a collegare il nome di Cristiano Migliorati a risultati eclatanti nel mondo del motociclismo sportivo ma, giusto per rinverdire un po’ la memoria, il buon Miglio da Brescia, cinquant’anni portati benissimo, nel 1994 ha debuttato nel GP di Australia in sella ad una ROC Yamaha 500cc ed ha corso oltre 50 gare nel motomondiale tra mezzo litro e 250. Detto questo non si è fatto mancare nulla neppure nel mondiale SBK dove nella 600 ha corso per ben 9 stagioni collezionando 4 podi e una pole position; in fine, giusto per, è stato anche Campione Italiano sempre della stessa cilindrata nel 2004. La moto è una splendida Kawasaki pronta gara con le uniche modifiche che prevedono una sella biposto, con le relative pedane per il passeggero, ed un manubrio supplementare ancorato sul serbatoio per reggersi forte. Con sommo piacere partecipo anche io al breafing e con altrettanto piacere vedo il terrore comparire negli occhi del mio editore preferito. E’ tutto studiato  ad arte perché con Miglio è bastata una occhiata per indicargli chi fosse la vittima sacrificale da trattare in maniera speciale. La prima soddisfazione per il sottoscritto è arriva praticamente subito, ma è stato quasi come andare a caccia nel pollaio, un vincere facile, troppo! Dopo le raccomandazioni su come tenersi, dove guardare, come interagire con il pilota, parte la domanda di rito: “Ragazzi, queste moto dipendono molto dall’elettronica. Possiamo usare differenti mappature che agiscono sulla erogazione della potenza quindi sulla trazione e sui controlli. Chiaramente se mettiamo più elettronica la moto, e le sensazioni che voi proverete, saranno più dolci. Niente derapate, niente impennate e cosi via ma siccome questa occasione non vi capiterà molto facilmente, io la toglierei. Comunque decidete voi: la togliamo o la manteniamo?” All’unanimità, meno uno, tutti convinti di andare senza elettronica ma appunto meno uno che secondo voi, chi poteva essere? Ma è chiaro, il nostro amatissimo editore. Si va allora al contro-breafing con relativa azione di convincimento, rassicurazioni e cosi, alla seconda votazione, via l’elettronica per tutti. Non so se eravamo già sull’1 o sul 2 a 0 per me ma poco importa perché il gol più bello doveva ancora arrivare. Tutti in pista quindi. Su il primo, il secondo, il terzo e poi, finalmente, arriva il turno di Stefano. Dentro la marcia, wheeling fino a pochi metri dalla prima curva, staccata per un destra-sinistra-destra e poi giù di gas fino alla frenata del Rio. Si riaccellera dopo l’uscita da una sinistra non velocissima fino alla Quercia, ancora una sinistra stretta da seconda da dove poi si arriva al Tramonto, e qui inizia il bello. Si, perché tra il Tramonto e il Carro c’è di mezzo il Curvone che, con tutta la prudenza del mondo e l’attenzione dovuta perché tutto si consumi come un sano divertimento, comunque si percorre ad oltre 240 kmh anzi, diciamo che Miglio con la biposto e gas non tutto aperto la percorre a quella velocità. Si, propriom cosi perché quelli della MotoGp, su quella curva da fare tutta in accelerazione, sfiorano i 300! Dal Carro alla Misano per poi tornare sul rettilineo è un attimo, un nulla, un tempo quasi inesistente perché a quell'andare, e con quell’adrenalina in corpo, il minuto e 50 necessario per compiere il giro stringendo quel manubrio posticcio ancorato sul serbatoio della Kawa,  sembra davvero un battito di ciglia.

Allora Stefano, come è andata? Paura?”

“Fantastico, bellissimo! A quella velocità non hai tempo di avere paura. Realizzi subito che è una dimensione che non ti appartiene e quindi ti lasci andare. Tutto si consuma in un attimo. Cerchi di guardare la pista e non vedi nulla.”

“Bhe, allora se ti è piaciuto lo riorganizziamo per il Mugello.”

“Non ci pensare neppure! E’ stato bellissimo ma io li dietro non ci monto più.

Non so se questa volta ho vinto io e se sono riuscito a rendergli pan per focaccia, di certo so di aver regalato al mio editore preferito un’emozione unica e questo vale più degli sfottò!

 

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