Petrucci SBK: Bautista gli chiude la strada in Aruba?

Quella della SBK, come abbiamo più volte scritto e come lui stesso ha confermato, è una soluzione che Danilo Petrucci ed il suo manager Alberto Vergani stanno seriamente valutando per il dopo KTM al pari della opportunità di un passaggio nell'off-road.

Se così fosse, l'ipotesi più gettonata è quella di accasarsi in Ducati, azienda per la quale il ternano ha corso, e vinto, in MotoGp cosi come tra le derivate di serie; il problema però è che nonostante il fatto che l'attuale portacolori del team ufficiale Ducati Aruba, l'inglese Scott Redding, abbia già dichiarato il suo passaggio in BMW nel 2022, a Borgo Panigale sembrano propensi a sostituirlo con Alvaro Bautista che andrebbe cosi a far coppia con il giovane Runen Rinaldi.  Quello dello spagnolo sarebbe un ritorno dopo che nel 2019, prima dell'attuale parentesi Honda, in sella alla Rossa era riuscito su 36 gare a vincerne 16, collezionando ben 24 podi, 4 pole position e 15 giri veloci, chiudendo però il campionato in seconda posizione dietro a Rea ed alla sua Kawasaki. 

In questo caso, l'opzione più percorribile per Petrucci sarebbe quella di un contratto diretto con Ducati che però potrebbe offrirgli una sella all'interno del Team Barni, lo stesso che quest'anno fa correre Tito Rabat.

Le strade di Petrucci e della squadra lombarda si sono già incrociate in passato e precisamente nel 2011  quando, supportato dalla FMI, partecipò sia alla Superstock 1000 FIM Cup ed al CIV con la Ducati 1098R; una stagione niente male se è vero che con 10 pole position e 12 podi complessivi, dei quali 9 vittorie, si laureò Campione italiano Stock 1000 e  vicecampione nella Stock 1000 a 2 punti dal vincitore, il romano Davide Giuliano.

Insomma, per Danilo potrebbe trattarsi un ritorno alle origini all'interno di un mondo che conosce alla perfezione.

di Roberto Pagnanini

 

 

 

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