Petrucci, the last dance: grazie Petrux, anche tu ci hai fatto sognare!

In quello che è stato il suo ultimo gran premio nel Motomondiale, Danilo Petrucci partiva con il sedicesimo tempo e, al termine dei ventisette giri previsti, ha chiuso diciotteso.

Ma al di là del risultato, quello di Valencia, per il pilota ternano, ha rappresentato un vero e proprio attestato di stima, amicizia e riconoscenza insomma, la sua esperienza nella top-class del motociclismo ha lasciato un segno indelebile in termini di umanità, simpatia ed empatia. Dopo dieci stagioni Petrux mette in bacheca uno score fatto di dieci podi dei quali due vittorie, quelle del Mugello e Le Mans, 817 punti conquistati e due giri veloci in gara.

"Un enorme grazie a tutti, a tutti in KTM, a tutti in Tech3 e in generale a tutti coloro che hanno lavorato con me. Abbiamo fatto del nostro meglio - ha dichiarato Danilo -. In questa gara, ho cercato di divertirmi fino all'ultimo momento. Sono davvero grato per tutto.Voglio solo ringraziare tutti! Ora è il momento di riposarsi un po' ".

Queste le sue parole al termine di una gara che ha coinciso con un altro addio, quello di Valentino Rossi.

Detto questo però, Petrux ha voluto rivivere questi anni ed allora si è lasciato andare ad un resoconto pieno di aneddoti:  

“Ci sarebbero molti aneddoti da raccontare, il primo anno ero molto acerbo, tecnicamente non eravamo veloci, però qui a Valencia ad esempio feci una bella gara. C’erano condizioni miste, riuscii a fare un bel risultato perchè avevamo una sola moto, mentre gli altri cambiarono moto e finii ottavo. Di quell’anno mi ricordo Casey Stoner guidare a Phillip Island, ed è stato impressionante. Ho visto tanti piloti andare forte, ho assistito a tante battaglie". Ha poi proseguito: "E’ stato molto bello il primo podio, il podio al Mugello del 2017, lottare con Valentino (Rossi) ad Assen. Ricordo la lotta con Dovi e Marquez nel 2017 sotto il diluvio di Motegi. Sono state tutte cose bellissime e veramente emozionanti. Poi le due vittorie, al Mugello e Le Mans, in sella alla Ducati ufficiale. La cosa che ho lasciato forse è stata quella di aver condiviso la mia storia, tutti possono arrivare in MotoGP e vincere delle gare pur venendo dal niente, dalla Superstock. E’ stato tutto uno sliding door, quando era ora sono sempre riuscito a salire sul treno, ho trovato la porta aperta. Penso di essere stato sempre generoso, di aver tramesso tante emozioni. Non sono uno che si nasconde. Non mi sono mai nascosto sia quando ero felice che quando ero arrabbiato. Penso di essere stato anche uno dei pochi ad aver fatto tutte le posizioni, da ultimo a primo".

Uno spaccato portato in scena da un pilota che forse questo mondo lo ha reso più umano e nel giorno in cui Grazie Vale! risuona in tutte le salse, crediamo che un Grazie Danilo! sia alrettanto dovuto.

di Roberto Pagnanini

 

 

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