MotoGP: Quando la cura è (forse) peggio del male

Il primo week end di gare sullo Spielberg, il RedBull Ring, quello appena trascorso, non è stato certamente esaltante per Danilo Petrucci nè da un punto di vista sportivo nè, tanto meno, da un punto di vista del suo futuro.

C'è da dire però che se pur licenziato con la tua ancora indosso, Petrucci è sembrato si amarregiato per i modi ma non particolarmente sorpreso dalla decisione presa in KTM; il risultato in pista poi, era quantomeno prevedibile. Fatto sta che tutto questo ha però alzato un polverone gigantesco che ha coinvolto sia il management arancio-nero che il giovane Raul Fernandez che, neppure tanto inconsciamente, ne è stato la causa. E' vero che lo spagnolo era già da tempo candidato ad un posto all'interno del Team Tech3 e questo, insieme all'arrivo di Remy Gardner, toglieva qualsiasi possibilità di permanenza sia a Petrucci che a Licuona, suo compagno di squadra. Come dicevamo, se i contenuti potevano essere scontati, i modi sono stati quanto meno discutibili. A cercare di dare delle spiegazioni credibili ci ha pensato Pit Beirer, deux machina della Casa di Mattighofen che si è voluto scusare con il pilota ternano per le modalità con il quale è stato comunicato il ‘icenziamento: "Raúl Fernández – le parole a Sky Sport del direttore Ktm Motorsport – ha ricevuto offerte e ciò ha cambiato i nostri piani, perché non potevamo farcelo sfuggire. Sabato ho vissuto il momento più difficile della mia carriera. Chiedo scusa a Danilo, che è un amico Ktm: faremo qualcosa insieme in futuro di sicuro". 

Ma se le scuse fornite possono in parte lenire il disappunto, cerchiamo di capire perchè tanta premura di anticipare delle dichiarazioni che erano previste invece per la domenica. Di mezzo c'era il grande pressing che la Yamaha stava esercitando proprio su Raul Fernandez per portarlo all'interno del Team Petronas al posto di Franco Morbidelli, a sua volta spostato dalla Casa dei tre Diapason nella squadra ufficiale sulla moto lasciata libera da Vinales. 

Ma la cosa che lascia perplessi è che KTM si è voluta assicurare lo spagnolo a prescindere dalla sua volontà e soddisfazione. 

Già, proprio cosi perchè udite udite, il management di Fernandez, nelle persone di Jordi Arilla, Nani Roma e Hannes Kinigadner aveva ha informato la Casa austriaca di essere disposto a pagare la penale di 500.000 euro per rescindere il contratto che legava appunto alla KTM sino a fine 2023; realmente in Austria non avevano mai preso in seria considerazione questa opportunità minacciando tra l'altro, di adire alla vie legali anche di fronte al pagamento della penale per la rottura del contratto. Da qui l'inevitabile accellerazione.

Una soluzione che non deve aver lasciato piacevolmente sorpreso neppure lo stesso Raul che alla domanda della tv spagnola Dazn se fosse felice di “guidare il prossimo anno dove voleva”, ha risposto in modo lapidario: “No, ma lasciamo perdere”.

Ma no è tutto perchè la domenica mattina Stefan Beirer, AD di KTM, pur senza mai citare la Yamaha ha dichiarato:  “Mi sono un po’ arrabbiato scoprendo che altri produttori stavano parlando con Raul, tirandolo per la camicia. Non ero così felice di questo, perché lui era più per rimanere in Moto2, questo era il suo desiderio, non il nostro. Ho voluto fare tutto tranquillamente ieri, ma non gli ho lasciato margine per andare con un altro produttore. Lui è al centro del nostro progetto. Non era nostra intenzione agire con questa tempistica ma dovevo muovermi rapidamente per togliergli pressione, perché altri stavano ancora cercando di parlare con lui e volevo assicurarmi che potesse rimanere concentrato sulla Moto2 e non distrarsi. Voglio ringraziarlo perché abbiamo trovato una soluzione davvero buona e veloce". 

Allo stato attuale delle cose quindi, KTM ha sistemato tutte le caselle con Binder ed Oliveira nel Team ufficiale e Gardner e Fernandez nel Tech3, la Yamaha si schiererà con Quartararo e Vinales mentre, il Team Petronas, uttualmente deve trovare due piloti.

E Danilo? KTM, scusandosi, tramite Bier ha detto che qualcosa per lui troverà, magari un posto da collaudatore o un futuro nei rally ma il mercato potrebbe offrire qualcos'altro. Con Vinales che dovrebbe aver firmato con Aprilia per un anno, chi è in scadenza per lo stesso motivo e Espargarò ma difficilmente non troverà la quadra con la Casa di Noale mentre invece proprio la Yamaha potrebbe rappresentare un'alternativa per Petrux. Difficile si, impossibile no. 

L'ipotesi però più accreditata, anche nel paddock delle derivate di serie, dovrebbe essere rappresentata da un ritorno in SBK in sella alla Ducati ufficiale con Redding e Rinaldi a fine contratto anche se quest'utimo può vantare una opzione per il 2022. Per onestà bisogna dire però che a Borgo Panicale semba abbiano contattato anche Alvaro Bautista quindi staremo o vedere.

La scelta della SBK, sopratutto in Ducati e con una moto ufficile, non sarebbe certamente un ripiego e visti i risultati di Redding, potrebbe far sognare e molto ...

di Roberto Pagnanini

 

 

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