MotoGp: Danilo Petrucci chiude nella Top10, Depasquier, oggi non mi sento pulito!

Partendo dalla sesta fila con il diciottesimo tempo Danilo Petrucci è riuscito, al termine dei 23 giri del GP d'Italia che si è disputato oggi sul tracciato del Mugello, ha centrare la Top10 e per la precisione a chiudere nono.

Il pilota ternano è riuscito a partire bene e cosi a recuperare già durante il primo giro diverse posizioni; dodicesimo a metà gara, con un finale in crescendo ha conquistato il suo migliore risultato stagione sull'asciutto. Per la cronaca la gara è stata vinta da Fabio Quartararo che ha preceduto un ottimo Miguel Oliveira sulla KTM RC16 e Mir sulla Suzuki. A sottolineare l'ottima giornata delle moto austriache, anche la quinta posizione di Binder che a chiuso a meno di cinque secondi dal vincitore ed una paio dal podio. Non hanno brillato le Ducati con Bagnaia che è caduto quando era al comando e Jack Miller che non è andato oltre il sesto posto finale. In terra è finito anche Marc Marquez mentre Valentino Rossi ha messo in archivio una decima posizione. In classifica mondiale Fabio Quartararo  precede un tris Ducati capitanato dal connazionale Zarco con alle spalle gli ufficiali Bagnaia e Miller. 

“Innanzitutto è stata una gara davvero difficile oggi, ma non sul lato sportivo, su quello umano - ha esordito cosi Danilo Petrucci a fine gara - È stata una gara lunga ed abbiamo lottato molto. Sono riuscito a ha trovare un buon ritmo verso la fine e questo mi ha permesso di guadagnare delle posizioni. Partendo sempre così indietro sulla griglia i primi giri sono davvero difficili da gestire con tutto il traffico che c'è in pista e, a parte questo, perdo parecchio tempo in rettilineo per colpa del mio fisico. Gli altri piloti mi passano sempre lì ma penso che abbiamo trovato qualcosa di interessante sulla moto. I due ragazzi della Factory, Miguel e Brad hanno fatto un grande passo e noi dobbiamo fare lo stesso ".

Danilo ha avuto parole a riguardo della morte del giovane pilota svizzezo Depasquier e come sempre, conseguenza del suo modo diretto e schietto, non ha lesinato critiche su come è stato gestito l'accaduto da parte della organizzazione. Di seguito quanto raccolto dal collega di corsedimoto.com

“Oggi è stata una gara difficile, ma non intendo dal lato sportivo. Dal lato umano infatti non mi sento molto pulito. Stiamo correndo sulla stessa pista ed appena 24 ore fa una persona come noi è morta. Non è stato il massimo secondo me. Abbiamo capito che la situazione era molto difficile fin da ieri. Chiaramente nessuno voleva dirlo, ma sapevamo… Pensa però se fosse successo ad un pilota MotoGP, che avrebbero fatto? È così diverso perché è ‘solo’ un pilota Moto3? Non penso proprio. Quando abbiamo visto le immagini, con l’elicottero che poi se n’è andato, sono passati tre minuti e siamo scesi in pista, come se non fosse successo nulla. È una vita, non è più o meno importante, da fuori non vedi le persone ma dentro la tuta e sotto il casco c’è un ragazzo ed un pilota.” 

Rimarca anche il fatto che “Nessuno ha chiesto un meeting. Non si è parlato di un ragazzo che se n’è andato, se era il caso o meno di continuare. Un incontro per parlare di queste cose sarebbe stato meglio.” Racconta poi una situazione analoga avvenuta nel 2011. “Quando in Malesia era morto Marco [Simoncelli], io ero nel CIV. Facevamo una riunione per capire se fosse giusto o no correre, ed ero rimasto solo io a pensare che non era il caso di correre. Stavolta non c’è nemmeno stato il meeting, non ci siamo nemmeno chiesti… Lo sapevamo della gravità della situazione, con un elicottero sulla pista, quasi non ci fosse fretta". Ricordando l'incidente nel quale morì Salom prosegue poi “Quella volta abbiamo fatto una riunione, ci venne detto che la famiglia voleva che noi corressimo. Non so, se io fossi uno della famiglia manco me ne fregherebbe un c**** di far correre altra gente. Almeno stavolta ci si poteva sedere per chiedere che fare. Invece un minuto di silenzio, ed è passato tutto. Quando sapevamo da ore cos’era successo… Almeno hanno levato lo champagne dal podio!” 

di Roberto Pagnanini

 

 

 

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