intervista a Alberto Raggi

Incontro con un ex-rossoverde:
Alberto Raggi

Come abbiamo detto più volte in questa rubrica, la prima metà degli anni ’80, per la tifoseria rossoverde, ha rappresentato una sorta di spartiacque tra l’apoteosi degli anni ’70, con due promozioni in serie A ed il “risorgimento” avvenuto al termine di quel decennio, con la promozione in serie C1 della squadra del Presidente Gambino ed allenata da Mister Tobia. In quel breve lasso di tempo la società rossoverde subirà “l’onta” della retrocessione in C1 prima (1979-’80) ed addirittura in C2 poi (1985-’86).
Abbiamo incontrato un ex-rossoverde, ternano di nascita anche se di origine spoletina, che ha vestito la maglia delle Fere proprio in quegli anni: il suo nome è Alberto Raggi.
Raggi nasce a Terni il 22/10/1960 e cresce calcisticamente, nel ruolo di portiere, nella Società del San Giacomo (attuale Ducato Spoleto) ed arriva in rossoverde nell’estate del 1983 proveniente dall’Elettrocarbonium di Narni Scalo quando alla guida della squadra c’era Mister Meregalli. Rimarrà in rossoverde per cinque stagioni per poi passare alla Nuova Virtus Spoleto.
In quei cinque campionati passerà da riserva di De Luca nella prima stagione, con esordio nel derby umbro di serie C contro il Foligno, a titolare fisso nelle stagioni successive. Da notare che nel primo anno in casacca rossoverde avrà anche la soddisfazione di giocare con suo fratello minore Francesco.


1) Domanda iniziale inevitabilmente banale: quando e come iniziò a dare calci ad un pallone?

Naturalmente strada ed oratorio. In quei tempi non esistevano le Scuole Calcio e quello che avevi di “tuo” lo auto-perfezionavi con l’aiuto delle tre/quattro ore al giorno di partitelle con gli amici.

2) Quanto aiuto le è stato dato dalla sua famiglia in questa sua passione?

Moltissimo. Penso che mio padre non si sia persa nemmeno una partita e quando poteva anche qualche allenamento. Considera che il mio primo ruolo è stato quello di centravanti, ed è stato proprio lui a consigliare all’allenatore della mia prima squadra del settore giovanile (Luigi Petrini) di indirizzarmi al ruolo di portiere.

3) Lei arrivò alla Ternana nell’estate del 1983; ci racconta i retroscena di questa operazione di mercato?

Passare dai dilettanti, che mi permettevano di giocare al calcio condividendo lavoro e famiglia, al calcio professionistico, mi ha completamente cambiato la vita (sportiva). Non ci ho pensato nemmeno un minuto, quando, l’allora presidente dell’Elettrocarbonium Giulivi, mi chiese se volevo vestire la maglia rossoverde. Era la squadra del mio cuore da bambino; essere stato sulle tribune del Liberati a vedere partite di serie A negli anni ’70 contro la Juventus, l’Inter, la Roma, ecc., ed avere la possibilità di essere protagonista in quello stadio, mi ha fatto mollare il lavoro a Spoleto e ci siamo immediatamente trasferiti a Terni con la mia famiglia. D’altronde in pochi avrebbero optato per il contrario.
L’operazione del mio trasferimento in quegli anni venne conclusa dai direttori sportivi delle due società, in quanto non esisteva ancora la figura del “procuratore” e l’allora Direttore Sportivo della Ternana Varo Conti mi seguì per l’intero campionato di serie D a Narni Scalo.

4) Nella sua prima stagione in rossoverde lei aveva 23 anni, giovane età per un portiere, e titolare in porta era l’esperto Graziano De Luca. Che rapporto ebbe con lui?

Fantastico. Ci siamo immediatamente trovati benissimo. Sapevo di dover fare la sua riserva e di dover immagazzinare, tramite la sua esperienza, tutte quelle nozioni e piccoli segreti del ruolo che mi sarebbero poi serviti nel corso degli anni successivi. Oltre che un collega leale, un vero amico.

5) Conosceva qualche altro giocatore, oltre a suo fratello, di quella rosa?

Si: Martini, che aveva giocato con me all’Elettrocarbonium, e Colantuono che giocava nel Velletri e ci avevo giocato contro nel campionato di serie D.

6) Allenatore di quella Ternana era Giovanni Meregalli. Che mister è stato per il giovane Raggi?

Mister Meregalli ha creduto sempre nelle mie doti, sin dal primo giorno di ritiro, che svolgemmo proprio a Spoleto. Purtroppo in quell’anno di serie C1 siamo rimasti sempre in zona pericolosa per non retrocedere ed io ho avuto poche possibilità di giocare se non nelle partite di Coppa Italia.

7) Lei fece il suo esordio con la casacca delle Fere nel derby contro il Foligno (Ternana-Foligno 2-1, il 18/03/1984). Ricorda quel giorno e le emozioni provate?

Ricordo benissimo: l’infortunio di Graziano e la chiamata al riscaldamento del Mister. In quei momenti pensi a poche cose se non di restare concentrato e soprattutto garantire la dovuta tranquillità ai miei compagni. Poi col trascorrere dei minuti, dopo le due prime uscite in presa alta in mezzo all’area affollata dai giocatori del Foligno che cercavano il pareggio, è stato tutto più facile sia per me che per la loro fiducia.

8) Nella stagione successiva, con Mister Salvemini, lei partì ancora come riserva di De Luca, poi nel girone di ritorno conquistò la titolarità e giocò tutte le partite. Cosa accadde?

Accadde che io avevo acquistato una completa maturità calcistica, anche con l’aiuto dello stesso Graziano, ed avevo acquistato la giusta fiducia da parte del Mister e della Società.

9) In quel campionato la Ternana si salvò praticamente all’ultima giornata. Che esperienza fu per lei?

Forse la mia miglior stagione in rossoverde. Giocare con continuità ed in piazze caldissime come Palermo, Messina, Foggia, Salerno, Catanzaro ecc. ha contribuito alla mia crescita calcistica. La sicurezza e la tranquillità acquisite, indispensabili per il mio ruolo, esaltarono le mie qualità fisiche e tecnico-tattiche. Mister Salvemini, prima del mio esordio da titolare a Messina davanti a ventimila spettatori mi chiamò nello spogliatoio e mi disse solo una frase: …Alberto, tu mi ricordi nel carattere e nelle caratteristiche le doti in possesso di un portiere che conosco bene: Dino Zoff. Entrato in campo nella bolgia del Celeste, “volavo” una spanna sopra a tutti. Lo stesso Mister Salvemini alla fine della stagione mi propose di seguirlo ad Empoli in serie B, ma con una decisione condivisa anche dalla Società rossoverde rimasi e rinnovai il contratto con la squadra della mia città di nascita. E lo rifarei di nuovo ancora oggi, senza rammarico, nonostante che in quella stagione Mister Salvemini vinse la serie B e portò l’Empoli in serie A, mentre noi purtroppo retrocedemmo in serie C2.

10) Nella stagione 1985-’86 lei sarà titolare fisso e giocherà tutte le partite ma il “miracolo” dell’anno precedente purtroppo non si verificherà e la Ternana retrocederà addirittura in serie C2. Che ricordi ha di quella “nefasta” stagione?

Ho comunque bellissimi ricordi. Qualche mio errore non fu fatto pesare più di tanto dai tifosi, in quanto gli stessi compresero il mio attaccamento alla maglia rossoverde e quello di tutti i miei compagni di squadra. Ne è conferma il Liberati sempre pieno anche in mancanza di risultati positivi. Dare il massimo dell’impegno a Terni si è già a metà dell’opera. Io ebbi comunque un rendimento sufficiente che purtroppo però non riuscì a contribuire alla causa per il mantenimento della categoria.

11) Sulla panchina rossoverde sedettero ben tre allenatori: Toneatto, Mari e Masiello. Che rapporto professionale ed umano ha avuto con loro?

Professionalmente ottimo con tutti, dal lato umano qualcosa in più con Masiello, conoscendolo già da tempo fin dalla stagione all’Elettrocarbonium.

12) Nel campionato di serie C2 successivo (1986-’87) arrivò sulla panchina Mister Facco, purtroppo recentemente scomparso. Che rapporto ebbe con il mister?

Ottimo, da grande mister e da grandissima persona.

13) La rosa di quella Ternana vedeva giocatori con un curriculum prestigioso, come D’Amico, Torrisi, Graziani, Ratti, ed altri che avrebbero poi avuto un curriculum importante, come Di Canio, Eritreo, Di Carlo, Pocetta. Nonostante questo la squadra rossoverde non riuscì a vincere il campionato arrivando terza alle spalle di Vis Pesaro e Francavilla. Come se la spiega questa incredibile debacle? Nei primi due anni di C1 ci salvammo proprio con le vittorie sul Francavilla all’ultima giornata, in quell’anno di C2 lo stesso Francavilla si riscattò con gli interessi !!.... a parte la battuta: nel calcio nulla è scontato, puoi avere all’inizio la squadra più forte di tutte ma alla fine sono i punti che contano.
In quel campionato ci fu un rinnovamento totale sia dal punto di vista societario che tecnico. Fu allestita una rosa che tecnicamente era superiore a tutte, ma lo scotto di tanti giocatori di categoria superiore con la C2 fu ampiamente pagato da troppi pareggi e da tanti infortuni.

14) Presidente di quella Ternana era il “vulcanico” Migliucci. Che ricordi ha il calciatore Raggi di questo personaggio che a Terni ancora viene ricordato, nonostante tutto, con un po’ di nostalgia?

Persona appassionata di calcio che portò in quegli anni anche idee innovative e particolari, quali, per citarne una, il pranzo offerto allo stadio Liberati prima di una partita di serie C2 (Ternana-Francavilla 1-0, il 15-03-1987) a tutti i tifosi: risultato oltre 10.000 spettatori.

15) Nella sua ultima stagione con la casacca delle Fere successe un po’ di tutto, con la Società fallita e salvata da una cordata di imprenditori locali, con un turbinio di allenatori sulla panchina (Facco, Volpi, ancora Facco, Masiello e Viciani). Che ricordi ha di quelle vicende ormai abbastanza lontane?

Stagione difficile dal punto di vista prettamente sportivo, in quanto fu più il tempo trascorso nelle aule di Tribunale per i concordati fallimentari che quello in campo e nei ritiri usuali. Oltretutto, per me sfortunatissima, in quanto un infortunio alla caviglia mi creò diversi problemi. Poi tutti quei cambi di allenatori non hanno di certo agevolato il raggiungimento dei risultati.

16) Come abbiamo detto, in quella sua ultima stagione in rossoverde, ebbe modo di conoscere Mister Viciani, il ricordo del quale è ancora vivissimo tra i tifosi. Che rapporto ebbe con il mister?

Straordinario! Sicuramente la salvezza sportiva in quell’annata la si deve soprattutto a lui che riuscì a ricompattare l’ambiente e lo spogliatoio. Ricordo che si prodigò personalmente presso una clinica fiorentina al risolvimento del mio problema fisico. Per diversi lunedì dopo la partita mi accompagnò direttamente per l’intervento che, dopo consulto con il chirurgo, andava regolarmente rinviato alla settimana successiva per l’importanza della partita da giocare.

17) Nell’estate del 1988 lascia la Ternana per approdare nella Nuova Virtus Spoleto, società della sua città. Di chi fu questa scelta?

Scelta condivisa con la nuova Società subentrata dopo il fallimento, la quale aveva altri programmi tecnici. Forse è proprio questa l’unica scelta nella mia carriera che oggi non rifarei. Sarei rimasto ancora qualche anno nel professionismo.

18) Nei suoi cinque anni in maglia rossoverde ebbe modo di giocare i derby umbri contro Foligno, Gubbio e Perugia (Ternana-Foligno 2-1, il 18-03-1984; Perugia-Ternana 1-1, il 21-12-1986; Ternana-Perugia 1-1, il 17-05-1987; Gubbio-Ternana 1-0, il 29-11-1987; Ternana-Perugia 0-0, il 13-12-1987; Perugia-Ternana 0-0, il 08-05-1988). Quanto sentivate voi giocatori la pressione dell’ambiente per quelle partite così “particolari”?

Per un umbro come me, nato in provincia di Terni e residente in provincia di Perugia fu qualcosa di molto “particolare”. Quelle partite, soprattutto con il Perugia, erano sentitissime in città e con qualsiasi tifoso che ti incontravi erano raccomandazioni per quell’evento, anche se magari prima del derby avevamo altre gare importanti. Ci sentivamo carichi a tal punto che come spesso accade, quelle partite rimangono bloccate sul pareggio per l’eccessiva tensione accumulata.

19) Se le chiedessi di darsi una definizione tecnica del suo ruolo, come si definirebbe?

Un regolare. Portiere dai pochi interventi impossibili, ma anche dai pochi errori clamorosi.

20) Chi era il suo idolo calcistico da bambino?

Naturalmente: Dino Zoff. E non solo per la metafora di Mister Salvemini.

21) Facciamo l’ipotesi stravagante che gli venisse proposto di andare a giocare, tramite “la macchina del tempo”, in un periodo calcistico del passato. In quale vorrebbe andare e perché?

Proverei nel quinquennio dal 1983 al 1988 con la squadra del mio cuore.……anche se è un sogno che ho già vissuto!


 


 


 


 


 

La carriera di Raggi in rossoverde:

1983-’84 (Serie C1):Presenze in campionato: 1,Goal subiti: 0 Presenze in Coppa Italia: 6, Goal subiti: 6

1984-’85 (Serie C1):Presenze in campionato: 18,Goal subiti: 13 Presenze in Coppa Italia: 1, Goal subiti: 0

1985-’86 (Serie C1):Presenze in campionato: 34,Goal subiti: 43 Presenze in Coppa Italia: 4, Goal subiti: 3

1986-’87 (Serie C2):Presenze in campionato: 28,Goal subiti: 18 Presenze in Coppa Italia: 2, Goal subiti: 2

1987-’88 (Serie C2):Presenze in campionato: 24,Goal subiti: 27 Presenze in Coppa Italia: 3, Goal subiti: 1


La carriera di Alberto Raggi :

1976-'77: S.Giacomo Spoleto (settore giovanile)
1977-'79: Spoleto Calcio (settore giovanile)
1979-’82: Marcol (Promozione Umbra)
1982-’83: Elettrocarbonium Narni Scalo (serie D)
1983-’88:Ternana (serie C1 e C2) presenze: 105, goal subiti: 101
1988-’89: Nuova Virtus Spoleto (Eccellenza Umbra)
1989-’90: Spoleto Calcio (Eccellenza Umbra)
1990-’91: Ortana (Eccellenza Umbra)
1991-’92: Viterbese (serie D)


Marco Barcarotti

(intervista realizzata nel Giugno 2019)


 

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