Incontro con un ex-rossoverde: Vito De Lorentis

Incontro con un ex-rossoverde:
Vito De Lorentis
Gli anni ’70 sono stati sicuramente il periodo più esaltante per tutti i tifosi rossoverdi. Infatti in quel decennio la Società riuscì per due volte di seguito ad ottenere la promozione in serie A, prima squadra umbra a riuscire nell’impresa. Di contro però c’è il fatto che proprio nell’ultima stagione di quel decennio iniziò la “discesa agli inferi” della serie C1 prima ed addirittura della C2 successivamente.
E’ proprio sul finire del decennio, precisamente nella stagione 1978-’79 che arriva a vestire la maglia delle “Fere” il centrocampista Vito De Lorentis. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua esperienza in rossoverde.
De Lorentis nasce ad Acquaviva delle Fonti (BA) il 20-04-1955 ma si trasferisce giovanissimo con la famiglia, a soli cinque anni, a Domodossola (VB). Cresce calcisticamente nelle giovanili del Varese nel ruolo di centrocampista ed arriva al calcio professionistico alla giovane età di 19 anni, facendo l’esordio proprio con la maglia del Varese in serie B. Società nella quale tornerà, dopo una parentesi di una stagione in serie D a farsi le ossa, e dove rimarrà per altre tre stagioni, ancora di serie B.
Nell’estate del 1978 arriva alla Ternana di Mister Ulivieri, dove rimarrà per una sola stagione, sufficiente però per lasciare un ottimo ricordo tra la tifoseria rossoverde. La stagione successiva lo vedrà vestire la maglia del Matera, sempre in serie B, poi la sua carriera continuerà per altri anni ancora in formazioni di serie C1 e C2.
Oggi De Lorentis vive a Varese ed è rimasto nel mondo del calcio insegnando in una scuola calcio della sua città.
1) Si ricorda i suoi inizi nel mondo del calcio? 
Da “manuale” dei nostri tempi, i primi calci ad un pallone li ho dati, con gli amici, nei campetti di periferia del mio paese, poi nell’oratorio vicino casa. Molto diverso sicuramente da quello che accade oggi con le cosiddette Scuole calcio, dove i giovani hanno “tutto pronto”, dal campo in erba allo spogliatoio con l’acqua calda per farsi subito la doccia. 
Successivamente sono entrato nelle giovanili del Varese, dove ho fatto tutta la trafila, dagli Allievi fino alla prima squadra.
2) Si ricorda dei suoi amici di allora, con i quali ha cominciato a dare i primi calci? Li frequenta ancora?
Mi capita di rivederli, con molto piacere, quando vado a Domodossola, oppure a Varese incontro gli amici dell’oratorio. Tra gli altri avevo una bella amicizia con l’ex-rossoverde Paolo Doto, che purtroppo ci ha lasciato prematuramente qualche anno fa, e che incontravo spesso, e con molto piacere, a Varese: una persona veramente stupenda!
3) Ricorda quali furono le sue emozioni al momento del suo esordio tra i professionisti? 
Il mio esordio fu con il Varese in serie B. Ero in panchina e Mister Maroso mi disse: “scaldati che entri”. Mi tremavano le gambe dall’emozione! Poi però, dopo appena cinque minuti, era come se stessi giocando una partita del campionato “Primavera”. Una grandissima soddisfazione!
4) Nell’estate del 1978 arrivò a Terni proveniente dal Varese. Quali furono i “retroscena” del suo acquisto?
Il Varese mi comunicò che la Ternana era interessata a me e quindi mi ritrovai nella sede del mercato estivo a Milano con il Direttore Sportivo rossoverde Cardillo e l’allenatore Renzo Ulivieri, il quale proveniva dalle giovanili della Fiorentina. Lì abbiamo parlato e con una semplice stretta di mano abbiamo trovato l’accordo per il trasferimento. 
Venivo da tre anni di prima squadra con il Varese, dove specie nei primi due avevo fatto veramente bene ed avevo avuto anche richieste di società di serie A (Napoli, Roma) e dove ero diventato anche il capitano della squadra. Tutti gli anni cedevano molti giocatori ma io rimanevo in biancorosso, poi però l’ultimo anno non è stato molto positivo, per varie ragioni, e quindi ho accettato volentieri il trasferimento a Terni.
5) Ricorda quali furono le prime sensazioni che le suscitò la nostra città?
Una città assolutamente vivibile, non troppo grande, come piace a me e dove ci si conosce un po’ tutti. Quando nel tempo libero andavo a passeggio lungo Corso Tacito capitava spesso di essere fermato da amici e conoscenti. Ora vivo a Varese, una città che somiglia molto sotto questo aspetto a Terni e ripeto che ho sempre gradito queste situazioni, queste città medio-piccole per poterci vivere.
E poi avevo un ottimo ricordo, per averci già giocato, del campo del Liberati: un vero biliardo! Era veramente un piacere giocarci, anche se il custode, Natalino, era gelosissimo e non permetteva a nessuno di calpestarlo al di fuori della partita la domenica, neanche se a chiederglielo era Mister Ulivieri. Era irremovibile! 
Ricordo anche, con molto piacere, la cucina ternana. Noi eravamo spesso in un ristorante dell’immediata periferia della città e ricordo che si mangiava veramente benissimo. 
6) Al suo arrivo conosceva già qualche neo-compagno di squadra?
Conoscevo Mascella, per averci giocato insieme a Varese, e Volpi, con cui avevo giocato nella Milanese.
7) Allenatore di quella Ternana era il “mitico” Renzo Ulivieri. Quale era il rapporto che avevate voi giocatori, con lui e con i suoi secondi, i ternani Franco Liguori ed Omero Andreani?
Mister Ulivieri era tipo molto particolare ed aveva, come un po’ tutti gli allenatori, le sue idee di calcio ed i suoi 3-4 pupilli. A lui non piacevano i giocatori che avevano il numero “10”, preferiva di gran lunga il giocatore che correva come un matto o che picchiava, piuttosto che quello che faceva il “numero”. Ricordo che dopo la partita contro il Brescia, in campo neutro ad Arezzo, andammo a giocare a Varese (Varese-Ternana 1-0, il 18-03-2018), la mia ex-squadra, e lui la domenica mattina mi chiama e mi dice: “sono soddisfatto delle tue prestazioni, stai andando bene, continua così”, poi il pomeriggio mi spedì inspiegabilmente in tribuna! Non ci rimasi benissimo. Mi risulta che la stessa cosa la fece con Roberto Baggio quando era a Bologna e lui…lasciò lo stadio e se ne andò a casa!
Io con lui dovevo sempre dare tutto negli allenamenti durante la settimana per potermi mettere in mostra ai suoi occhi, ma così facendo sprecavo fin troppe energie che avrei speso più proficuamente la domenica.
Sinceramente devo dire che andavo molto più d’accordo con i suoi due vice, Liguori ed Andreani, molto più disponibili, e con i quali avevo un rapporto molto più sincero ed amichevole.
8) Presidente della Ternana di quegli anni era il Geom. Tiberi. Che tipo di presidente è stato per voi giocatori di quella stagione?                                            

In effetti non ho ricordi molto nitidi di lui, forse anche perché aveva più rapporti diretti con i miei compagni più esperti e meno con noi giovani. Ricordo però che era una persona molto decisa, ma effettivamente non è che si vedesse molto durante la settimana.     
                                                                                           9) Facciamo un passo indietro. Lei aveva già avuto modo di scendere in campo più volte al Liberati, quando vestiva la maglia del Varese (2-2, il 12-10-1975; 1-1, l’11-12-1977, 1-0, il 04-09-1977 in Coppa Italia). Ricorda che sensazioni ebbe in quelle occasioni?  
                                                                                                          
In tutte quelle occasioni appena menzionate ricordo un pubblico molto caloroso e quando poi arrivai a Terni ebbi la conferma. Sicuramente a quei tempi, almeno in serie B, il tifo rossoverde era tra i più accesi e passionali d’Italia. 
10) In quel campionato lei realizzò una sola rete (Genoa-Ternana 0-1, il 04-03-1979). Ricorda quella partita e le emozioni provate?

Si, ricordo il goal e la vittoria di quel giorno. Soprattutto ricordo che quello stadio mi ha sempre portato fortuna, dove ho disputato spesso delle ottime partite. Infatti anche con il Varese, nella stagione 1975-’76, quando il Genoa di Pruzzo e di Conti fu promosso arrivando primo in classifica e noi arrivammo al quarto posto ad un solo punto, vincemmo con una mia doppietta (Genoa-Varese 1-3, il 07-03-1976). 
Stesso discorso quando ero a Matera e contro la Samp mi procurai un calcio di rigore che ci permise di portare a casa la vittoria (Sampdoria-Matera 0-1, il 18-11-1979).

11) In quella stagione ci fu una partita rimasta nella storia della Ternana per tutto quello che accadde, in campo e fuori. Contro il Taranto (1-1, il 25-02-1979) al Liberati ci fu un’invasione di campo e successiva tentata aggressione dell’arbitro. Questo comportò la squalifica del campo per ben quattro giornate. Ricorda quell’episodio e le considerazioni di quel momento? 
Sinceramente, e molto stranamente, non ricordo granché di quell’episodio però ricordo benissimo gli effetti che creò. Infatti ricordo molto bene che a causa di quella squalifica praticamente tornammo a giocare al Liberati solo dopo due mesi e mezzo, dopo aver giocato in campo neutro ad Arezzo per due volte, e per una a Firenze ed a Perugia.
12) Con chi legò maggiormente dei suoi compagni di squadra, sia in campo che fuori? E perché?
In campo non ho avuto mai nessun problema con i miei compagni dato che eravamo veramente un bel gruppo unito. Nel tempo libero invece mi frequentavo maggiormente con Casone, Passalacqua, Volpi, Gelli, Biagini, Mascella, De Rosa. Però ripeto, eravamo veramente un gruppo di amici anche fuori dal campo.
13) In quella formazione militava anche un giocatore, che purtroppo ci ha lasciato troppo presto, e che divenne un vero e proprio idolo della tifoseria: Gianni De Rosa. Ci dice chi era per voi come compagno di squadra? 
Prima di tutto era un bravissimo ragazzo, sempre pronto allo scherzo e alla risata in compagnia. Ma soprattutto era un gran bravo giocatore, molto forte tecnicamente. 
14) Chi erano i leader di quella squadra?
Il pubblico ternano vedeva molto bene Passalacqua, visto il suo gioco spumeggiante ed i suoi numerosi goal in quel campionato. Volpi per il suo atteggiamento da “gentleman” sia in campo che fuori, caratterizzato dalla grande classe. Inoltre Casone per il suo carisma, ma anche Gelli e Biagini.
15) Al termine di quella stagione lei lasciò la Ternana e ritornò al Varese per poi approdare al Matera. Fu una sua scelta o delle due Società? Come la prese?
Io a Terni ero arrivato con la formula del prestito ed al termine della stagione le due società si accordarono per il mio ritorno al Varese. Insomma non fui io a decidere di lasciare la maglia rossoverde perché a Terni sarei rimasto molto volentieri visto che mi ero trovato benissimo nella vostra città. 
Il Varese era appena retrocesso in serie C1 ed io sarei anche rimasto, anche se questo significava scendere di categoria. Avevo avuto richieste in C1 da parte del Campobasso, dove era Direttore Sportivo il ternano Ernesto Bronzetti, poi venne fuori il Matera ed accettai di andare nella squadra lucana in serie B.
16) La stagione successiva (1979-’80) vide purtroppo la retrocessione in C1 sia della Ternana che del “suo” Matera. Cosa pensò al momento del triste verdetto?
Retrocedere non è mai un fatto piacevole e anche in quella occasione ovviamente ci fu delusione da parte mia, sia per il “mio” Matera ma anche per la Ternana, che continuavo a seguire nei giornali ed in tv, così come ho sempre fatto con tutte le squadre con cui ho giocato, perché tutte mi sono rimaste nel cuore, sia se erano state esperienze positive e sia se erano state negative.
17) Ma le strade di Ternana e De Lorentis tornarono ad incrociarsi nella stagione 1980-’81, quando lei militava nel Giulianova. Il 07-12-1980 si giocò Ternana-Giulianova (2-2). Ricorda come la accolsero i suoi ex-tifosi quel giorno?
Ricordo che ci fu un atteggiamento positivo da parte dei tifosi rossoverdi, visto che magari non mi vennero regalati fiori, però mi tributarono un applauso e questo sinceramente mi fece molto piacere. Ribadisco comunque che io in tutte le squadre dove ho giocato ho sempre avuto un buon rapporto con il pubblico e questo, ovviamente, il pubblico lo ricorda sempre.
18) In quegli anni ’70 in cui lei arrivò a vestire anche la maglia rossoverde, era abbastanza frequente che un calciatore “vivesse” la città e la società di allora. Gli anni ’70 sono spesso ricordati come un periodo affascinante per quanto riguarda la cultura (musica, cinema, teatro, ecc.) e l’impegno politico e sociale. Come visse lei tutto questo? 
Non sono mai stato un appassionato di politica e quindi non ho vissuto in prima persona quei fermenti di quell’epoca. Piuttosto mi piaceva interessarmi delle caratteristiche artistiche e culturali dei luoghi dove andavo a giocare e dei loro dintorni e quindi anche a Terni ne ho approfittato per visitare, insieme alla mia famiglia, tutto ciò che di bello c’era da vedere. 
19) Che ricordo ha oggi De Lorentis della sua esperienza alla Ternana?
Mi devo ripetere: sicuramente un’esperienza positiva, con un ambiente molto caloroso ed attaccato alla squadra e che si faceva sentire, una città relativamente piccola ed assolutamente vivibile, dove mi ero fatto anche delle amicizie importanti fuori dall’ambiente calcistico. Insomma, cosa pretendere di più?
20) Nel calcio dei suoi tempi era più importante, secondo lei, la tecnica e la fantasia o l’aspetto fisico? Ed oggi?
Credo che una volta fosse più importante la tecnica e la fantasia mentre oggi conta molto di più l’aspetto fisico. Un tempo probabilmente eravamo più mingherlini fisicamente ma avevamo una tecnica maggiore, mentre oggi si punta molto sulla prestanza fisica, facendo magari molta palestra, cosa che noi all’epoca non facevamo mai.
21) Qual è il rimpianto maggiore per quanto riguarda la sua carriera calcistica?
Sicuramente il fatto di non essere riuscito ad arrivare a giocare in serie A. Forse, se all’epoca ci fossero stati i procuratori come oggi, la mia carriera si sarebbe sviluppata in maniera del tutto differente. A tal proposito devo dire che ho “perso il treno” per ben tre volte: quando avevo sedici anni Ledholm mi voleva portare al Milan ma il Varese non mi fece andare, poi dopo il mio primo anno in serie B a Varese, dove feci un’ottima stagione, mi voleva Pesaola al Napoli ma anche in questo caso alla fine saltò tutto. Infine nella stagione 1977-’78 mi aveva seguito l’Inter ma anche in quel caso non se ne fece poi nulla. Quell’anno poi mi aveva cercato anche Mister Marchesi per portarmi alla Ternana ma poi rimasi al Varese ed arrivai in rossoverde solo nella stagione successiva.
Però, tutto sommato, grandi rimpianti non ne ho perché ho avuto la mia onesta carriera e di questo ne sono più che orgoglioso.
La carriera di De Lorentis in rossoverde:
1978-’79 (Serie B): Presenze in campionato: 28,
Goal realizzati: 1                                                                                                                                                           Presenze in Coppa Italia: 3, Goal realizzati: 0  

La carriera di Vito De Lorentis:                                            
1973-1974    Varese (serie B. 1°class.)   presenze:5, goal: 0
1974-‘75         Lugano (Svizzera)              presenze:?, goal:?
Marzo1975    Milanese 1920 (serie D)     presenze:4, goal:?
1975-1978    Varese (serie B)                 presenze:90, goal:17
1978-1979    Ternana (serie B)               presenze:28, goal:1
1979-1980    Matera (serie B. Retr. C1) presenze:20, goal:0
1980-1981    Giulianova (serie C1)        presenze:31, goal:0
1981-1984    Legnano (serie C2-C1)      presenze:78, goal:14
1984-1985    Novara (serie C2)              presenze:16, goal:0

                                                                        Marco Barcarotti
(intervista realizzata nel Giugno 2018)

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