Incontro con un ex-rossoverde: Silvio Cei

Incontro con un ex-rossoverde:
Silvio Cei
La Ternana nella seconda metà degli anni ’70, dopo aver assaporato per due volte la massima serie, partecipò ininterrottamente al campionato di serie B. Con la seconda retrocessione però cambiano le situazioni. Prima di tutto c’è un avvicendamento nelle cariche dirigenziali, cominciando dal presidente, dove Tiberi prenderà il posto di Taddei. Poi ci sarà un susseguirsi di allenatori sulla panchina rossoverde, con conseguente alti e bassi nei risultati.
Ma la Ternana in quel periodo aveva anche un buon settore giovanile e tanti giovani giocatori riuscivano ad emergere da quella realtà, oppure venivano acquistati da società minori per farli crescere e portarli poi in prima squadra.
Tra i giovani rossoverdi che possono essere considerati un emblema di questo modus operandi c’è l’ex-rossoverde che abbiamo incontrato questa volta: Silvio Cei.
Cei nasce a Firenze il 16-05-1958 e cresce calcisticamente nelle file della Lastrigiana, poi passa alla Fiorentina ed infine alla Sestese nel ruolo di difensore.
Arriva alla Ternana, ancora giovanissimo, nell’estate del 1975 per andare a rinforzare, insieme a molti altri ragazzi, il settore giovanile della Società. Nella stagione successiva, con alla guida il ternano Omero Andreani, fa l’esordio in prima squadra, in serie B, nelle ultime giornate di campionato. Rimarrà in casacca rossoverde anche per la stagione 1977-’78, con alla guida Mister Marchesi, poi al termine di essa sarà ceduto alla Triestina in serie C1.
Ma le strade di Cei e della Ternana torneranno ad incrociarsi ancora quando nell’estate del 1979, durante il suo servizio militare, torna a Terni, in serie B, con allenatore Nello Santin, per poi passare a novembre all’Arezzo, vista la poca considerazione del tecnico rossoverde nei suoi confronti. Nell’estate del 1980, quando la Ternana era appena retrocessa in serie C1, tornerà a vestire la maglia delle Fere per una stagione ancora. 
Al termine di quella stagione Cei lascerà definitivamente la Ternana per approdare al Livorno, per poi proseguire la sua carriera in altre società di serie C1 e B.
Alla fine della sua carriera passerà “dall’altra parte della barricata” intraprendendo la carriera di allenatore.
Oggi Cei vive a Montelupo Fiorentino (FI) ed è sempre nel mondo del calcio allenando il Real Vinci, militante nel campionato di 1° categoria toscana. 
La passione per il calcio è sempre altissima nonostante i grandi impegni lavorativi in una azienda leader nel settore mondiale della Logistica e Trasporti.

1) Signor Cei, come ha cominciato a giocare a calcio da bambino nella sua città? 
 Abitavo nei pressi del campo sportivo di Lastra a Signa e passavo gran parte del mio tempo a giocare a calcio con i miei compagni. Quindi la prima squadra che mi ha tesserato all’età di 10 anni è stata la Lastrigiana.
 2) Suo padre e sua madre come hanno seguito la sua carriera?
Mio padre è stato decisivo nella scelta di andare alla Sestese dopo la delusione di non essere confermato alla Fiorentina e mi è sempre stato vicino dal punto di vista morale. 
3) Lei arrivò alla Ternana nell’estate del 1975, proveniente dalla Sestese, e come altri giovani giocatori venne acquistato per andare a rinforzare le formazioni della “Primavera” e della “Berretti”. Che esperienza fu quella del suo primo anno in casacca rossoverde?
Per la mia giovane età dovevo far parte della Berretti, ma da subito fui inserito nell’organico della Primavera, disputando un grande campionato e ricoprendo tutti i ruoli della difesa.
 4) In quella stagione nelle file delle giovanili rossoverdi arrivò anche il perugino Serse Cosmi, che tanta strada poi avrebbe fatto nel mondo del calcio. Ci racconta chi era Cosmi in quel periodo? 
Con Serse da subito si creò un grande feeling. Anche se lui fu impiegato per lo più nella formazione Berretti (le sue qualità fisiche e tecniche sinceramente non erano eccelsi), alloggiavamo insieme alla Domus Gratiae ed abbiamo condiviso tante cose insieme, dallo studio alle marachelle tipiche della gioventù. Cosmi è stato il mio primo estimatore, continuamente mi consigliava di farmi trovare pronto all’appuntamento con la prima squadra perché, mi diceva, prima o poi sarebbe arrivato.
 5) Nella stagione successiva lei arriva in prima squadra e fa l’esordio in serie B (Ternana-Ascoli 3-2, il 05-06-1977). Ricorda le emozioni di quel giorno? 
 Di quel giorno ricordo tutto! Anche quella domenica, nonostante le tante assenze, non dovevo giocare. Poi la mattina della gara, Danilo Ferrari accusò una febbre alta da virus influenzale e così finalmente arrivò il mio momento. Dopo pochi minuti da un mio cross andammo in vantaggio e disputai una grande partita.
6) Lei in quella stagione scese in campo per tre volte, esattamente nelle ultime tre del calendario. E proprio in quelle tre partite, con Mister Andreani alla guida, avvenne una sorta di miracolo quando vincendole tutte e tre, compreso quella del “Cibali” di Catania, la Ternana si salvò all’ultima giornata, a spese proprio della società etnea. Per un giovane debuttante una gran bella esperienza e soddisfazione, vero?
Dopo l’esordio con l’Ascoli, la domenica successiva giocavamo a Catania e fui confermato tra i titolari, nonostante il recupero di tutta la rosa. Il mio compagno Masiello nell’effettuare una rovesciata difensiva mi colpì sul labbro provocandomi una ferita. Il dottore ed i massaggiatore entrarono in campo e chiesero la mia sostituzione. Io gli dissi di mettermi un cerotto perché non sarei uscito per niente al mondo dal campo. Finì 1 a 0 per noi. A fine gara mi applicarono 3 punti di sutura ma io avevo terminato la gara che ci consentì di raggiungere la salvezza. Ad Orte ricordo la massa dei tifosi ternani che vennero ad aspettarci di ritorno da Catania a notte inoltrata. Sensazioni straordinarie che non è possibile spiegare con le parole.
7) Allenatore di quella Ternana era Omero Andreani, il quale aveva sostituito Mister Maldini, a sua volta sostituto di Mister Fabbri. Che rapporto aveva con il mister?
Omero incuteva timore a tutti noi giovani. Molto duro dal punto di vista disciplinare, non mi ha mai perdonato il fatto di essermi fidanzato con la mia futura moglie Serenella quando ancora facevo parte della Primavera. Nonostante questo però, valutando il contesto di quell’epoca, ho sempre ammesso che grazie a lui ho terminato il mio percorso di giovane calciatore che mi ha proiettato nel calcio professionistico, facendo miei quei valori essenziali per giocare al calcio.
8) Nella stagione successiva sulla panchina rossoverde arrivò Mister Marchesi. Quali le differenze con il predecessore?
Marchesi era un aristocratico del calcio. Caratterialmente era l’esatto contrario di Andreani. Persona pacata con modi garbati. Da un punto di vista dell’esperienza personale e di formazione, Andreani ha inciso molto di più sulla mia modesta carriera.
9) Quel campionato vide la Ternana tra le protagoniste, sempre ben piazzata in classifica, fino a metà del girone di ritorno, quando alcuni risultati negativi compromisero la possibilità di arrivare alla serie A, visto che si piazzò al quarto posto finale, a soli due punti dalla terza classificata. Secondo lei quali furono le cause di questa cocente delusione per tutto l’ambiente?
All’inizio la squadra non era accreditata tra le pretendenti alla promozione in seria A, però dopo le prime gare dimostrammo di esserci anche noi. Secondo me nel girone di ritorno Marchesi fece troppa gestione dello spogliatoio, accontentando i giocatori più anziani invece di far giocare chi era più pronto, compreso il sottoscritto che fu messo un po’ in disparte. Nello sport i treni quando passano vanno presi al volo!!!!!
10) In quel campionato lei scese in campo per 22 volte. Considerando che non aveva compiuto ancora venti anni, una bella soddisfazione. Non trova?
Come accennato nella risposta precedente, le mie presenze non furono distribuite bene. Giocai tante partite nel girone di andata e solo alla fine del girone di ritorno fui nuovamente impiegato da titolare. Questo mi ha precluso diverse opportunità che si erano create nella prima parte del torneo. Sono stato convocato più volte nella Nazionale Under 21 di Vicini. Avevo delle chance di approdare in qualche club importante di serie A. Questo è l’unico rammarico della mia vita calcistica.
11) Nonostante questo però al termine del campionato viene ceduto alla Triestina in C1. Come la prese? 
Ci fu uno scambio tra me e Mitri. Un giocatore che aveva fatto bene a Trieste, della mia stessa età. Io nella Triestina disputai un campionato fantastico con 32 presenze su 34 gare e perdemmo lo spareggio con il Parma di Ancellotti per andare in serie B. Con la testa giocavo a Trieste ma con il cuore ero ancora a Terni.
12) Poi, due stagioni dopo, nell’estate del 1980, con la Ternana appena retrocessa in C1, lei torna a vestire la casacca delle Fere. Quali furono le dinamiche che la portarono a tornare? 
Io ho sposato Serenella Claudili, figlia del mio compianto suocero Gaetano, il quale dava una mano in Società per l’organizzazione extra-calcio. Tutto quello che lui ha fatto nella Ternana è stato sempre per pura passione, senza mai ricevere un compenso economico. Ebbene, questo fattore è stato per me un grande ostacolo calcistico, tanto che in una trasmissione a Tele Terni ci fu una telefonata anonima infamante. Racconto questo episodio per far capire quanto la cattiveria e l’invidia delle persone hanno influito sulla mia avventura rossoverde. Credo che il popolo ternano non abbia mai compreso fino in fondo chi era Silvio Cei e soprattutto cosa dava per la maglia che indossava. Ringrazio comunque tutta la città e tante persone che ho conosciuto, perché aver trovato una donna straordinaria come la mia Serenella basta ed avanza per far sì che Terni rappresenti la tappa più importante della mia vita.
13) Che ambiente trovò rispetto a quello che aveva lasciato solo due anni prima?
Prima di tutto non era più presidente Gianfranco Tiberi, persona di grande spessore morale e primo tifoso della Ternana. La squadra era totalmente cambiata, con molti giovani bravi e giocatori che venivano da categorie inferiori.
14) Quel campionato, con alla guida Mister Andreani sostituito poi da Mister Ghio, era il primo di C1 e forse tutto l’ambiente si aspettava qualcosa di meglio di un piazzamento finale ad un solo punto dalla zona retrocessione. Che campionato fu per lei e per tutto l’ambiente?
Fu un campionato molto deludente ed anonimo, con alti e bassi. Unico acuto fu la finale di Coppa Italia persa malamente contro l’Arezzo. Ghio fece gestione di spogliatoio, cercando di accontentare tutti, cambiando sempre la formazione.
15) Nonostante questo dato negativo, la Ternana in quella stagione arrivò appunto alla finale di Coppa Italia semi-professionisti, perdendo la doppia finale contro la sua ex squadra, l’Arezzo. Ricorda le sue sensazioni di quelle due partite?
Io giocai ambedue le partite. Nella prima, in casa, ricordo che ci fu troppa prudenza e finì 1-0 (il 17-06-1981). Nel ritorno rimanemmo subito in dieci per l’espulsione di Pedrazzini, ma nonostante questo handicap tenemmo il campo con orgoglio e perdemmo per 2-0 nei tempi supplementari (il 20-06-1981). Ripeto che i treni vanno presi quando passano e le partite vanno giocate sempre per vincere.
16) Al termine di quella stagione lei lascia di nuovo la Ternana, questa volta definitivamente, trasferendosi al Livorno. Anche in questo caso, quali le dinamiche?
Appresi dal giornale, la mattina dopo la chiusura del mercato, del trasferimento al Livorno. Neanche una telefonata da parte della Società. Bruttissima cosa questa, che ha chiuso il mio rapporto con la Ternana nel peggiore dei modi. Livorno era una società sull’orlo del fallimento ma decisi di accettare ugualmente, per liberarmi definitivamente del rapporto di amore che mi legava a Terni: mai scelta fu più azzeccata!
17) In quei suoi anni in rossoverde ha avuto come presidenti Tiberi e Garofoli. Che rapporto avevate voi giocatori con loro? Quali le differenze tra i due?
Tiberi è stato sicuramente un Presidente più vicino al mio modo di pensare. Passionale, vulcanico, con personalità spiccata, che però trasmetteva entusiasmo in ogni circostanza. Garofoli, pur essendo una persona molto seria e capace, non ha però mai trasmesso quella carica utile alla squadra per dare quel qualcosa in più. In ogni caso, due tipi di persone che al mondo d’oggi non esistono più. Per di più ternani!
18) Dei suoi compagni di squadra chi erano i suoi amici anche fuori dal campo? 
Riguardo alla Ternana i giocatori con cui ho legato di più sono stati Silvano Gelli e Pietro Biagini, non a caso toscani come me. In linea generale però andavo d’accordo con tutti, sempre che all’interno dello spogliatoio venisse privilegiato il gruppo e non le cose personali.
19) Le strade tra lei e la Ternana torneranno ad incrociarsi nella stagione 1985-’86, quando militava nel Messina di Mister Scoglio (Ternana-Messina 1-3, il 15-12-1985), in una giornata rimasta nella storia recente del tifo rossoverde. Infatti quella partita si giocò in campo neutro a….Perugia, dove ci furono dei violenti scontri tra i tifosi rossoverdi e quelli del Grifo. Che ricordi ha di quella giornata così “particolare”?
Purtroppo proprio in quella fatidica partita ho riportato l’incidente al ginocchio che a fine campionato mi ha costretto ad abbandonare il calcio giocato. Quindi i miei ricordi associano a questo episodio la fine della mia carriera di giocatore. Non ho altri commenti.
20) Qual è stata la gioia più grande nella sua carriera in rossoverde? E quella più dolorosa?
Il ricordo più bello è sicuramente quello dell’esordio con l’Ascoli. Il più brutto è senz’altro l’esperienza con Nello Santin, il quale non mi ha mai considerato, sia come calciatore, ma soprattutto come persona. Veramente una cosa bruttissima.
21) Per concludere, che rapporto ha oggi, dopo tutti questi anni, con Terni e con l’ambiente rossoverde?
Ho mio figlio Manuel e mio nipote Francesco che vivono a Terni e loro mi tengono aggiornato su tutte le vicende rossoverdi. Seguo in TV le partite, ma ormai Terni per me rimane soltanto la città di mia moglie e della sua splendida famiglia, anche se il cuore batte un pò più veloce quando vedo le maglie rossoverdi.
La carriera di Cei in rossoverde:
1975-’76 (Serie B): Formazioni Giovanili
1976-’77 (Serie B): Presenze in campionato: 3,
Goal realizzati: 0                                                                                                                                                           Presenze in Coppa Italia: 0, Goal realizzati: 0
1977-’78 (Serie B): Presenze in campionato: 22,
Goal realizzati: 0                                                                                                                                                           Presenze in Coppa Italia: 0, Goal realizzati: 0
1980-’81 (Serie C1): Presenze in campionato: 22,
Goal realizzati: 0                                                                                                                                                           Presenze in Coppa Italia: 12, Goal realizzati: 2
La carriera di Silvio Cei (da giocatore):                                            
1974-‘75: Sestese
1975-’78: Ternana (serie B)            presenze: 25, goal: 0
1978-’79: Triestina (serie C1)         presenze: 32, goal: 1
1979-’80: Ternana (serie B)            presenze: 0, goal: 0
1979-’80 (Novembre): Arezzo (serie C1) presenze: 20, goal: 2
1980-’81: Ternana (serie C1)          presenze: 22, goal: 0
1981-’83: Livorno (serie C1)          presenze: 67, goal: 2
1983-’85: Reggiana (serie C1)        presenze: 67, goal: 2
1985-’86: Messina (serie C1)          presenze: 25, goal: 0

(da allenatore):
ha allenato dalla prima categoria al Nazionale Dilettanti, dall’età di 30 anni, in tante squadre toscane. Ha vinto 8 campionati. Attualmente allena il Real Vinci in Prima Categoria.
                                                                       
                                                                         Marco Barcarotti
(intervista realizzata nel Luglio 2017)


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