Incontro con un ex-rossoverde: Angelo Bevanati

Incontro con un ex-rossoverde:
Angelo Bevanati
Gli anni ’80: gioia e dolori! 
Se chiediamo a qualunque tifoso rossoverde quali sono le sensazioni che gli suscita il ricordo di quel decennio, non può che rispondere in quel modo. Infatti, se è vero che sul finire del decennio ci sarà la “rinascita” con il mitico spareggio di Cesena, con i 15000 tifosi al seguito delle Fere, con relativa promozione in C1, è anche vero che lo stesso si era aperto con la retrocessione in serie C1 nel 1980, dopo più di un decennio di frequenza nella serie B e due “puntate” in serie A. Poi sarebbe arrivata addirittura la retrocessione in C2 al termine della stagione 1985-’86.
Da tutto ciò si dovrebbe dedurre che in quel periodo la Ternana non fosse tra le passioni più travolgenti dei ternani. Ed invece “qui  casca l’asino”! Eh si, perché nonostante questa situazione deludente i tifosi rossoverdi seguivano numerosi la propria squadra del cuore, indipendentemente dalla serie di appartenenza e stare vicini alla squadra, “vivendo” tutta la settimana per essa e con essa era anche uno stile di vita tipico di quegli anni.
Tra coloro che vestirono la casacca rossoverde in quegli anni c’era un ragazzo, nato in Umbria, e che arrivò alla Ternana inseguendo il sogno del successo: Angelo Bevanati. 
Bevanati nasce a Foligno (PG) il 04-07-1965 e cresce nelle giovanili del Sant’Eraclio nel ruolo di centrocampista. Arriva alla Ternana nell’estate del 1985 quando sulla panchina rossoverde sedeva Mister Toneatto, il quale sarebbe poi stato sostituito da Mister Mari prima e da Mister Masiello poi. Resterà in casacca rossoverde per due stagioni e nell’estate del 1987  le strade di Ternana e Bevanati si separeranno definitivamente con la cessione alla Vis Pesaro.
Rimarrà nella squadra marchigiana per quattro stagioni per poi proseguire la sua carriera in serie C con il Nola prima e in categorie inferiori poi, fatto quest’ultimo dovuto anche a delle scelte che si riveleranno sbagliate e che lo porteranno fuori dal calcio professionistico.
Nei due suoi ultimi anni di calcio rivestirà il doppio ruolo di calciatore/allenatore. Carriera che poi proseguirà fino ad arrivare in Interregionale con la Pontevecchio. 
Oggi Bevanati vive a Sant’Eraclio, vicino Foligno, ed ha lasciato definitivamente il mondo del calcio.

 1) Prima di parlare di Ternana, una domanda che necessariamente precede tutte le altre.
Dove nasce la sua passione per il calcio giocato?
Nella strada, spesso anche in discesa, nei vicoli e nei campetti del mio paese, o davanti casa, con due porte fatte alla meglio, con i sassi o con un maglione. Ogni spazio era buono per poterci giocare a pallone. Avevo una grande passione per il calcio e non c’era certo la possibilità, come oggi, di scegliere tra tanti sport da praticare. Inoltre, fortunatamente, non c’erano ancora i computer e giocare a pallone era lo sfogo naturale per tutti i bambini della mia epoca.
2) Che mestiere facevano i suoi genitori? Quanto l’hanno aiutata nella sua passione per il calcio?
Mio padre era Avvocato e Vice-Pretore e non mi ha mai ostacolato nella mia passione calcistica, anche perché andavo bene a scuola e per lui questa ovviamente era la cosa più importante. Però non mi ha mai seguito molto, proprio perché era impegnatissimo con il suo lavoro, mentre mia madre un po’ più presente, ma non moltissimo. Quando andai a giocare con il Valfabbrica era un dirigente della Società che veniva a prendermi e riportarmi a casa. 
Mio padre praticamente non mi ha mai visto giocare a calcio e solo quando arrivai alla Ternana venne una volta a vedere una partita, poi si ripeté quando giocavo con la Vis Pesaro. Arrivò anche a propormi di darmi lui la stessa cifra che guadagnavo alla Ternana purché io continuassi con gli studi universitari! Ma, ovviamente, io non lo ascoltai…
3) Arrivò a Terni nell’estate del 1985, proveniente dalla squadra dilettantistica del Valfabbrica. Una sua scelta oppure, come accadeva spesso a quell’epoca, esclusivamente delle due Società?
Mi aveva notato Varo Conti, l’allora Direttore Sportivo, e quando seppi che mi veniva spesso a vedere un osservatore della Ternana, ne fui felicissimo. Quando decisero di acquistarmi, non ci pensai nemmeno un attimo, anche se mi aveva cercato pure la Turris di Mister Viciani. Ero alla Ternana, una società dalla storia importante e pure vicino casa! Cosa desiderare di più?
4) Lei arrivò a Terni quando presidente della Ternana era l’amatissimo Giorgio Taddei. Però dopo pochissimo dal suo arrivo la Società cambiò proprietà ed arrivò il “vulcanico” Migliucci. Che ricordi ha dei due presidenti, così diversi tra loro? 
Taddei, ormai non più giovanissimo, era un padre di famiglia con tutti noi giocatori, un vero “signore”! Quando arrivai però era già nell’aria la cessione della Società e non ebbi comunque molte occasione per incontrarlo.
Arrivai alla Ternana con l’idea, nella mia ingenuità giovanile, di chissà quale contratto faraonico mi avrebbero fatto, visto che era una società professionistica, invece Taddei mi propose un contratto con una piccola cifra ed io non potei certo rinunciare a mettere quella firma. 
Invece Migliucci era veramente un personaggio incredibile, un vulcano sempre pronto ad esplodere! Nella prima stagione il suo atteggiamento possiamo dire che fu abbastanza normale, ma l’anno successivo fece una campagna acquisti faraonica, il ritiro pre-campionato lo facemmo a Bressanone, dove andavano squadre di serie A, le trasferte spesso le facevamo con l’aereo anziché con il pullman, avevamo due divise da passeggio. 
Una sera invitò tutta la squadra a cena a casa sua: sembrava una reggia! Non si può certo dire che non gli piacesse farsi notare!
Insomma sembrava di essere veramente in serie A! Gli stipendi dovuti non sempre si riuscivano ad incassare però spesso ci dava i premi-partita per le vittorie, ed io fui uno dei pochi a riuscire ad incassare, anni dopo, l’intera cifra che i aspettava. Con la mia cessione alla Vis Pesaro la Ternana incassò una bella cifra con la quale riuscì poi a saldare i debiti con molti giocatori.
5) Nella sua prima stagione con la Ternana visse, come tutto il resto della squadra, molti momenti particolari, come ad esempio nella partita contro il Monopoli (1-2, il 27-10-1985), pur se in quel caso dalla panchina, quando un segnalinee venne colpito al “basso ventre” da un tifoso rossoverde entrato in campo. Seguirono altri incidenti nel dopo partita. Questo costò anche tre giornate di squalifica al campo. Ricorda quell’incredibile giornata?
E come potrei dimenticarla! Una giornata veramente particolare.
Certamente erano cose che succedevano a causa dell’andamento negativo della squadra ed il nervosismo di tutto l’ambiente era evidentissimo. 
Non sono certo cose belle da vedere ma c’è da dire che erano altri tempi e negli stadi poteva capitare un po’ di tutto. 
C’è comunque da dire che spesso noi giocatori non vedevamo “dal vivo” queste situazioni ma ci venivano poi raccontate da tutti coloro che erano testimoni oculari.
6) Proprio in seguito ai tumulti di quel giorno il campo della Ternana venne squalificato per ben tre turni. Le sedi delle tre partite in campo neutro, con poca lungimiranza da parte della Federazione, furono Perugia e Foligno, dove ci furono degli scontri con le tifoserie locali, da sempre acerrime “nemiche”. Che ricordi ha di quelle partite e di tutto il contorno accaduto? 
In particolare ricordo la partita di Perugia, quando i nostri tifosi si incazzarono di brutto appena videro la bandiera rossoverde “istituzionale” che sventolava in Gradinata, tirata giù dal pennone del “Renato Curi” da un gruppetto di tifosi perugini e data alle fiamme. A quel punto accadde veramente di tutto!
Ribadisco il concetto che a quei tempi negli stadi poteva accadere un po’ di tutto.
7) Nella sua prima stagione con la maglia delle Fere lei realizzò un unico, ma importante goal (Ternana-Casarano 2-1, il 05-01-1986). Ricorda quella marcatura, avvenuta al 78°?
Lo ricordo benissimo. Noi ed il Casarano in quel momento eravamo in classifica a breve distanza una dall’altra e la partita era sentitissima. Ci fu un tiro di un mio compagno di squadra che prese il palo ed io sulla ribattuta la misi dentro, sotto alla Curva Est. Ricordo che non capii più nulla ed andai sotto la Curva mettendomi in ginocchio davanti ai tifosi: indimenticabile!
8) Sulla panchina rossoverde in quella “tribolata” stagione sedeva Mister Toneatto, sostituito prima da Mari e poi da Masiello. Che allenatori sono stati per il giovane Bevanati?
Mister Toneatto io, giovane calciatore, prima di allora lo ricordavo per averlo visto in tv e sulle figurine e mi sembrò una cosa abbastanza strana quando me lo trovai davanti. Aveva una grande personalità ma una concezione del calcio abbastanza vecchia e superata.
Mister Mari invece era un allenatore di poca personalità e si era fatto “mettere sotto” dai giocatori più anziani. Inoltre spesso si faceva condizionare dai giornalisti, i quali pubblicavano la loro formazione-tipo sui loro giornali, e gli chiedevano poi spiegazioni se la formazione in campo non era quella che avevano scritto loro. C’è anche da dire che aveva una rosa un po’ troppo numerosa e quindi difficile da poter gestire senza problemi.
Mister Masiello aveva grande fiducia nei miei confronti e pure se la situazione era ormai disperata, mi faceva giocare spesso, pur essendo io uno dei più giovani della rosa.
9) A Terni ebbe anche modo di avere come compagno di squadra “Diego” Armando Rizzo, purtroppo scomparso prematuramente qualche anno fa. Un beniamino dei tifosi rossoverdi e ricordato ancora oggi per la grinta, il carattere e l'attaccamento alla maglia. Ce lo vuole ricordare chi era in campo e nello spogliatoio per voi compagni di squadra?
Ho un gran bel ricordo di lui perché appena arrivato, lui che era uno dei più esperti della squadra, mi prese subito a ben volere. 
Aveva una personalità forte e si sapeva far volere bene da tutti, compagni, tifosi e dirigenti. Era sicuramente un leader e nonostante quella fosse una stagione maledettamente disgraziata, lui era sempre allegro, pronto alla battuta e a cercare di tenere unita la squadra, nonostante si fossero formati dei gruppetti all’interno dello spogliatoio, in lotta tra di loro.
Con l’avvento del Presidente Migliucci però, arrivarono anche diversi giocatori nuovi e quell’equilibrio nello spogliatoio si ruppe e così pure Rizzo si dovette adeguare alla nuova realtà.
10) Al termine della stagione la delusione per tutto l’ambiente rossoverde fu enorme, visto che alla fine la Ternana retrocesse in C2. Come la visse lei? Sinceramente, con il senno di poi, si pentì di tale scelta? 
Ma nemmeno per scherzo! Per me fu comunque una stagione positiva, dato che ero al mio primo anno tra i professionisti e mi servì per fare esperienza, visto che l’anno prima ancora giocavo nel campionato di Promozione regionale. 
Quell’anno fui premiato come migliore giocatore della squadra, e nonostante la retrocessione non fui mai contestato dalla tifoseria. Questo per me fu un grandissimo onore.
11) Nella stagione successiva sulla panchina arriva Mister Facco. Anche in questo caso, che allenatore è stato per lei?
Si creò una situazione paradossale dato che per la prima parte della stagione io scendevo in campo titolare regolarmente, ma poi a Novembre con l’arrivo dell’ex-laziale Torrisi, che seguiva gli altri ex-laziali D’Amico e Di Canio, io cominciai ad andare in panchina. Per Mister Facco, anche lui ex-laziale, questa scelta comportava non pochi problemi visto che l’ambiente preferiva giocassi io, ma c’era evidentemente interesse a far giocare Torrisi anziché Bevanati.
Questa situazione sinceramente mi dispiacque anche per il mister, perché ad un certo punto ero diventato un vero e proprio problema per lui e giocai le ultime partite con una rabbia in corpo incredibile. Ma alla fine, a causa di tutto ciò, preferii cambiare aria ed accettare le proposte della Vis Pesaro.
12) In quel campionato comunque lei scese in campo praticamente sempre, mancando una sola volta all’appello, e realizzò due reti (Jesi-Ternana 1-1, il 18-04-1987 e Ternana-Ravenna 4-1, il 07-06-1987). Quale dei due ricorda con maggiore soddisfazione? 
Ricordo con molto orgoglio quello realizzato allo Jesi perché il portiere della formazione marchigiana era Marchegiani, che tanta strada avrebbe fatto nella sua carriera, e quindi posso fregiarmi del fatto di aver segnato ad un campione.
Invece il goal contro il Ravenna lo ricordo per il semplice fatto che quella era una partita che purtroppo non contava più nulla ai fini della classifica, dopo la sconfitta di Pesaro nella domenica precedente.
13) Tutto l’ambiente pensò che vincere il campionato di C2 e tornare immediatamente in C1 sarebbe stata una pura formalità. Invece al termine della stagione la Ternana si piazzò solo terza in classifica. Come visse lei questa delusione?
Anche noi eravamo convinti di vincerlo quel campionato, invece…che delusione immensa!
Per quanto mi riguarda, la partita di Pesaro fu emblematica dell’intera stagione, visto che io entrai solo a 15 minuti dal termine. Mi sentivo escluso e non considerato dal mister e questo mi faceva star male.
14) Anche in C2 però, nonostante le delusioni, la Ternana era sempre molto seguita da tantissimi tifosi. Quanta forza vi dava in campo questo fatto?
L’anno precedente, quello della retrocessione, ci furono spesso delle contestazioni, però anche quello ti faceva capire l’amore dei tifosi verso quei colori. Eravamo sempre molto seguiti, ed in C2 eravamo tutti convinti di vincere alla fine quel campionato, invece…..
Quell’attaccamento e quel seguito dei tifosi ti dava stimoli importanti e non ti faceva certo prendere sotto gamba le partite.
15) In quella stagione, dopo più di un decennio, si tornò a giocare il derby contro il Perugia, sempre molto atteso dalle rispettive tifoserie. Quanto sentivate voi giocatori l’importanza di quelle partite così particolari?
Io, che sono umbro, le sentivo tantissimo, anche perché se ne cominciava a parlare già da settimane prima. In città non si parlava d’altro, con la gente che spesso ti fermava per la strada per incitarti a mettere tutta la rabbia possibile. Poi bastava leggere i giornali per capire quale importanza aveva per tutto l’ambiente!
16) Lei scese in campo in entrambi i derby, quando la Ternana subì il goal del pareggio, sia all’andata che al ritorno, negli ultimi minuti di gioco (addirittura a Perugia al 90°!). Quanta delusione provò, sapendo appunto quanto ci tenevano i tifosi a quelle due partite?
Una delusione immensa! Prima di tutto perché non riuscimmo a vincerli nessuno dei due, quando li avevamo in pugno entrambi. E soprattutto perché quei punti ci costarono tantissimo ai fini della classifica: la promozione sfumò così!
Nonostante queste delusioni, all’epoca i tifosi rossoverdi seguivano, come abbiamo già detto, in gran numero la Ternana, a differenza dei tifosi perugini, i quali avevano un po’ mollato dopo la doppia retrocessione, dalla serie B alla C2, dell’anno precedente.
17) Quel campionato fu praticamente deciso con la sconfitta di Pesaro (Vis Pesaro-Ternana 3-0, il 31-05-1987), alla penultima giornata di campionato. Anche quel giorno i tifosi rossoverdi al seguito erano numerosissimi. Ricorda la delusione di tutto l’ambiente per quella cocente sconfitta?
Immensa! Veramente immensa! Sinceramente nessuno di noi si aspettava una sconfitta così sonora, anzi eravamo sicuri di vincerla quella partita ed assicurarci così la vittoria finale, invece…
Per me poi fu una delusione doppia visto che non ero nella formazione titolare e scesi in campo solo negli ultimi minuti. Questo fatto, anche se dovresti sentirti meno responsabile essendo in panchina, non lenì certo il mio dolore per quel risultato.
18) Al termine della stagione lei viene ceduto proprio alla Vis Pesaro, appena promossa in C1 grazie alla vittoria sulla Ternana. Fu per lei una delusione o una “liberazione”, oltre che un passaggio alla categoria superiore? 
Provai contemporaneamente entrambe le sensazioni. 
Fu una delusione perché io a Terni i ci trovavo veramente benissimo, con quel tifo così appassionato, a differenza di quello che avrei poi trovato a Pesaro, dove il seguito alla squadra era sempre molto scarso. Nonostante questo devo dire comunque che a Pesaro mi trovai altrettanto bene.
Fu però anche una “liberazione” perché non mi sentivo più considerato dall’allenatore, ero diventato un problema per lui quando decideva di far giocare me e tenere in panchina Torrisi.
Non avrei potuto più reggere quell’antipatica situazione.
19) Nel complesso, il suo periodo in rossoverde lo considera felice o deludente?
Non felice ma felicissimo! Lo posso considerare deludente solo riferito all’ultimo mese.
Quando ero a Terni spesso non ritornavo nemmeno a casa, che era a soli 50 km, nei giorni liberi per quanto mi ci trovavo bene, con gli amici e con tutto l’ambiente in generale. Cosa questa che non mi è più accaduta né a Pesaro e né a Nola, pur stando molto più distanti queste due città da Foligno.
20) In quella squadra, chi erano gli amici per lei? Con chi si sente ancora oggi?
Abitavo con Eritreo e quindi ci frequentavamo regolarmente anche fuori dal campo. Anche con Alberto Raggi spesso stavamo insieme, così come con Di Canio nel secondo anno, anche perché lui non aveva ancora la patente di guida e spesso lo portavo io con la mia auto. 
Purtroppo ci siamo persi un po’ di vista con tutti e non li sento da un bel po’ di tempo.
21) Infine, per concludere, se lei avesse 15 anni oggi, rifarebbe tutto quello che ha fatto nell’ambito calcistico?
Ho fatto sicuramente degli errori, delle scelte sbagliate che però si sono rivelate tali solo successivamente. 
Andando a giocare in società del sud di solito guadagnavi qualcosa di più ma avevi spesso altro tipo di problemi. Quando andai via dal Nola dovevo andare all’Avellino, insieme a Mister Esposito, ma alla fine, dopo un percorso anche complicato da spiegare, non se ne fece più nulla, così decisi di tornare ad allenarmi con il Valfabbrica ed alla fine firmai per loro. A quel punto, senza lungimiranza da parte mia, non accettai proposte di diverse società di C1 del sud, dove mi avrebbero pagato una cifra non soddisfacente, così decisi di continuare a giocare in società dilettantistiche. 
Purtroppo è andata così e non si può tornare certo indietro.
La carriera di Bevanati in rossoverde: 
1985-’86 (Serie C1): Presenze in campionato: 24, Goal realizzati: 1                                                                                                                                                           Presenze in Coppa Italia: 3, Goal realizzati: 0 
1986-’87 (Serie C2): Presenze in campionato: 33, Goal realizzati: 2                                                                                                                                                           Presenze in Coppa Italia: 3, Goal realizzati: 0 
La carriera di Angelo Bevanati (giocatore):       
1982-’83: Sant’Eraclio (Prima Categoria)      
1983-’85: Valfabbrica (Promozione Regionale)      
1985-’87: Ternana (serie C1-C2)      
1987-’91: Vis Pesaro (serie C1-C2)    
1991-’93: Nola (serie C1)      
1993-’94: Valfabbrica (Eccellenza Regionale)
1994-’95: Foligno (Eccellenza Regionale)      
1995-’97: Pontevecchio (Interregionale)      
1997-’98: Pozzo/Cannara (Eccellenza Regionale)
1998-’99: Bastia (Eccellenza Regionale)
1999-’00: Valfabbrica (Prima Categoria)
2000-’01: Spello (Promozione Regionale)
2001-’03: Valfabbrica (Promozione Regionale)   (Allenatore/Giocatore) 
2003-’04: Torrita di Siena
2004-’05: Pozzo 

La carriera di Angelo Bevanati (allenatore):       
2006-’07: Valfabbrica (Eccellenza Regionale)   
2007-’08: Pontevecchio (serie D)   
2008-’09: Valfabbrica (Eccellenza Regionale) 
2009-’10: Bevagna (Promozione Regionale)   
  
                                                                 Marco Barcarotti
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