Il mondiale SBK arriva ad Imola, di Roberto Pagnanini

Sono certo che a pochi, se gli venisse presentato come Prototipo CONI, verrebbe in mente di pensare nell’immediato all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Molto più semplice sarebbe se lo evocassimo come il Circuito del Santerno, nome che, nell’immaginario comune, lo identifica da quel lontano 19 ottobre del 1952, circa due anni dopo la posa della prima pietra, quando Umberto Masetti lo percorse in sella alla sua Gilera  mentre Ascari, Marzotto e Villoresi si diedero il cambio alla guida di una Ferrari 340Sport al cospetto proprio del Drake. Il battesimo delle gare avvenne però soltanto nel 1953 con una prova nazionale intitolata Gran Premio CONI e quello internazionale nel 1954 con la mitica Coppa d’Oro Shell, gara motociclistica ideata ed organizzata, pensate un po’, da Checco Costa, papà dell’angelo dei piloti Dottor Costa, del quale tutt’ora si conserva un museo all’interno dello stesso impianto. Giusto per la cronaca, anche il nostro Libbero ne fu vincitore di una edizione; lo fece nel ’57 e la gara era quella delle 350. Bene, questo autodromo ricco di storia e tradizione che negli anni ha ospitato dalla F1 alle gare di motomondiale e SBK, il prossimo week end farà da scenario alla quinta prova del campionato dedicato alle derivate di serie. Dopo il Qatar, la Thailandia, Aragon ed Assen, saranno infatti i 4.936 metri del tracciato adagiato sulle rive del Santerno, diviso tra tredici curve sinistre e nove destre, tra i pochi che si percorrono in senso antiorario, ad accogliere team e piloti in quello che rappresenta un appuntamento ormai classico per il motociclismo sportivo. Protagonisti di questo evento saranno anche i portacolori della squadra ternana GRT Racing Team con Lukas Mahais, campione del mondo in carica della WSSP, deciso più che mai a difendere il titolo ed il suo compagno Federico Caricasulo, impegnato invece a mantenere il costante trend di crescita dimostrato sino ad oggi. Un campionato molto avvincente che a trovato nei vari Sandro Cortese, Randy Krummenacher, Jules Cluzel e Raffaele De Rosa, degni sostituti del penta campione turco Kenan Sofuoglu, quasi certamente deciso verso il ritiro a causa di una lunga serie di infortuni. Sino ad oggi, quelle alle quali abbiamo assistito, sono state gare molto avvincenti e ricche di imprevisti. Basti pensare a ciò che è accaduto a Krummenacher in Olanda che, costretto a prendere il via dalla corsia dei box a causa di una dimenticanza incredibile, un suo meccanico non aveva messo la benzina nella moto, è poi riuscito con una  rimonta iniziata dall’ultima posizione a concludere secondo. Quattro gare, quattro vincitori differenti per una classifica generale che vede i primi cinque piloti racchiusi nei punti di una vittoria ed i primi tre, Mahias, Krummenacher e Cortese in appena 7 e tutti in sella alle Yamaha, ufficiale quella del francese, private quelle dello svizzero e del tedesco. Ma non solo Yamaha perché De Rosa, ad esempio, è riuscito a portare la sua MV Agusta sul podio di Assen e, anche se l’impegno della Honda non è più lo stesso, Smith non demorde ne sfigura in un confronto tanto serrato al pari del connazionale Stapleford in sella alla Triunph. Ci sono dunque tutti gli ingredienti per un spettacolo avvincente che per certo attirerà sulle colline imolesi migliaia di spettatori. Una gara importante che segna quasi il giro di boa per il campionato e dove è quindi d’obbligo iniziare a fare due conti. Per Mahias, campione del mondo in carica, è come se il campionato iniziasse adesso, 71 punti contri i 70 di Krummenacher, per il team una sfida da gestire dentro le stesse pareti del suo box con Federico Caricasulo, giovanissimo e con tanta voglia di crescere, che magari potrebbe dare una mano anche al suo compagno. Una sfida da vincere per meritarsi, chissà già dal prossimo anno, il salto in SBK.  

 

 

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