Ducati Vs. Resto del Mondo: una partita difficile da giocare … e forse da vincere, di Roberto Pagnanini

Tiene ancora banco la situazione Ducati legata all’aerodinamica montata sulla sua GP19, moto portata in gara da Andrea Dovizioso e dal nostro Danilo Petrucci.

Il risultato sportivo del Qatar, primo posto per il forlivese e sesto per il ternano, è infatti lungi dall’essere ancora omologato e su questo pesa la decisione che dovrà prendere la FMI a cui è stata demandata la responsabilità dopo una serie di reclami e contro reclami. Honda, Suzuki, Aprilia e KTM si sono detti certi che l’oggetto del contendere, il cucchiaio pensato e montato dalla Ducati a protezione del pneumatico posteriore, vada contro il regolamento ed è da qui che è nata tutta la querelle che ne consegue. Da una parte c’è Gigi Dall’Igna che sostiene che il regolamento, o le sue linee guida, permette senza ombra di dubbio di utilizzare uno spoiler che abbia come obiettivo quello di deviare i flussi d’aria evitando cosi che detriti, acqua e quant’altro, vedano a contatto con la gomma, garantendone inoltre un raffreddamento migliore; dall’altra i costruttori, ad eccezione della Yamaha che per ora si è tenuta fuori, che sostengono che quel deflettore, quello spoiler o chiamatelo come volete, genera una deportanza agendo cosi come un’ala vietata dal regolamento appunto. Il limite è molto sottile e se come diceva qualcuno “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina”, è ipotizzabile che in Ducati potevano anche sapere che i vantaggi in frenata e non soltanto ci sarebbero stati ma, non essendo questo il loro obiettivo, e comunque capaci di provare che la gomme si scalda meno, si sentono tranquilli e sereni. Il problema però non soltanto sembra, ma è molto più grande. Si, perché coinvolge direttamente Danny Aldrige, Direttore Tecnico della MotoGp ed il sottile equilibrio che sempre ha ricondotto tutte le diatribe all’interno del MSMA, l’organizzazione che racchiude i costruttori impegnati nel mondiale. Lo stesso Aldrige, dopo il GP di Valencia dello scorso anno, aveva dichiarato che una soluzione molto simile presentata dalla Yamaha poteva essere usata soltanto per garantire più sicurezza in caso di bagnato. Detto questo comunque, è la prima volta che si arriva ad un reclamo cioè, è la prima volta che le regole vengono contestate e non concordate o per lo meno, si cerca di approfittarne, più o meno, in deroga ad un gentleman agreement non scritto ma accettato da tutti. Ma giusto per far  chiarezza, Oriol Puigdemont, giornalista spagnolo che scrive tra l’altro per motorsport.com, ha chiesto a Toni Coquerella, coordinatore degli ingegneri Ferrari nel biennio 2015 e 2016 in F1, cosa pensasse sull’argomento dato che, è fuor di dubbio, i problemi legati all’aerodinamica lì sono molto più sviluppati. "E' chiaro che lo spoiler della Ducati genera carico aerodinamico. Ma è normale, ogni parte esposta della moto lo fa. In questo caso potrebbe aiutare a ridurre il drag della moto. Si deve inoltre tener conto del fatto che l'effetto che genera influenza direttamente il posteriore. Essendo ancorato al forcellone, il flusso d'aria non deve passare attraverso altri elementi della moto. Il problema è che, in base a come è scritto il regolamento, è come aprire un vaso di Pandora, perché potrebbe non esserci un modo esplicito per proibirlo"  Capito il problema? Non soltanto Coquerella ma anche un ingegnere Mc Laren la pensa nello stesso modo: "Ovviamente quel dispositivo genera carico aerodinamico. Probabilmente meno rispetto alle altre appendici della carena, ma ovviamente genera del carico aerodinamico". Nello moto l’impatto aerodinamico è inferiore rispetto alle auto e quindi la stessa FMI non è abituata a trattare con questo tipo di situazioni e adesso si è creato un buco normativo che potrebbe dare vantaggi a qualcuno a scapito di altri". Guarda caso, la scorsa estate la GP Commission aveva approvato una modifica, con il solo voto contrario della Ducati, per ridurre gli investimenti delle squadre sull’aerodinamica perché se non ben gestita, quest’ultima potrebbe dare vita ad una escalation impressionante dei costi in quel settore. Il fatto che il cucchiaio ancorato al forcellone non sia riconosciuto dal regolamento come elemento riconducibile a questo, ha generato un enorme confusione e la Ducati è stata bravissima a gettarsi in quel limbo regolamentare, certa che quel sistema funziona con il bagnato ma anche in situazioni di asciutto e quindi, secondo la Casa bolognese, si può utilizzare senza andare contro le regole. Non sarà una matassa facile da districare perché c’è da giurarci, non tanto Aprilia, Suzuki e KTM ma la Honda, non si farà prendere per il naso tanto più che adesso, lo stesso Dall’Igna ha dichiarato che secondo lui, anche le alette anteriori delle moto di Marquez e Lorenzo potrebbero non essere regolamentari dato che, costruite di materiale troppo sottile, potrebbero deformarsi con la pressione dell’aria ed essere cosi considerate appendici mobili e non fisse, minacciando a sua volta reclamo contro la marca giapponese. Notoriamente non è mai stato semplice mettere la Honda all’angolo, non soltanto da un punto di vista di risultati in pista ma soprattutto perché da sempre rappresenta il gigante dei costruttori. Non che questo debba garantirne l’invulnerabilità o comunque l’impossibilità per gli altri di provare soluzioni alternative, nuove o interpretazionali ma, il modo in cui si è sviluppata la vicenda, non rappresenta canoni di comportamento apprezzati. Ma c’è di più: anche se il campionato è lunghissimo, trovarsi a +25 sul rivale principale dopo un GP come quello del Qatar, un po’ la bestia nera di Marquez, non è un fattore da sottovalutare. Insomma, una battaglia tutta da combattere e che, in ogni caso, non lascerà feriti e prigionieri sul campo. Un tutti contro tutti che potrebbe smentire tutti iniziando proprio da chi, le regole dovrebbe farle rispettare. Per il momento comunque l’unica certezza è che, se la sentenza non dovesse arrivare prima del GP d’Argentina, Dall’Igna continuerà ad utilizzare il cucchiaio sulle sue Ducati perché ne lui, ne tanto meno la rossa su due ruote si lasceranno intimidire da reclami e minacce. L’unica nota stonata in questo duello rusticano? Il fatto che tutti giochino con la pelle degli altri mentre i piloti sono gli unici che in pista, alette non alette, cucchiai o forchette, la pelle la rischiano veramente.

 

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