Caccia a ottobre rosso di ( R.Pagnanini )

Caccia a ottobre rosso

Che sia Ottobre non vi è dubbio, il Rosso è quello del gioiello di Borgo Panigale e la Caccia è quella che Danilo Petrucci, Petrux prima soltanto per gli amici adesso per tutti, darà a quella vittoria tanto agognata quanto, date le cose viste in pista, sarebbe altrettanto meritata. E lo farà in giro per il sud–est del mondo, lungo una megatrasferta che in solo tre settimane porterà il Circus del mondiale dal Giappone sino alla Malesia passando per l’Australia, laggiù dove il mondo sembra finire. Decine e decine di ore di volo, fusi orari da far impazzire le lancette dell’orologio e da smaltire, concentrazione da ritrovare, il tutto per affrontare, sempre con il gas a battuta o a manetta come voi preferite, prima il circuito stop&go di Motegi, poi i curvoni mozzafiato con l’oceano che ti guarda, e sembra aspettarti per accoglierti tra le sue braccia,  di Phillip Island ed infine quelli di Sepang, dove l’umidità è talmente elevata da impregnarti abiti e narici. Certo, detto cosi sembra più una condanna da scontare che il vivere un sogno ma d’altronde “E’ uno sporco lavoro e qualcuno deve pur farlo!”. Battute a parte, tre trasferte molto impegnative dove sia la preparazione fisica sia quella mentale conteranno moltissimo. Di sicuro due fattori che non mancheranno ne a Danilo ne agli altri piloti impegnati in questa trasferta, cosi come non mancheranno neppure dei momenti di meritato quanto necessario relax. Una visita al museo della Honda situato all’interno del Twin Ring Circuit di Motegi sarà d’obbligo, tra l’altro la stessa Honda è proprietaria di tutto il complesso che consta di differenti configurazioni di pista compresa una per le gare Nascar, di un parco giochi, un luna park, ristoranti, hotel e molto altro, cosi come assistere al défilé di Penguin parade nell’Isola di Filippo dove, centinaia di pinguini rigorosamente in fila ma non ammaestrati, entrano ed escono dall’oceano per la gioia esilarante dei presenti. Fatto questo, si potrà anche pensare di condividere un pasto con canguri e koala, sempre ammesso di trovare questi ultimi svegli, giusto prima di volare in Malesia dove, a Kuala Lumpur, le Petronas Tower saranno ad aspettarci per la immancabile foto di rito ai loro piedi prima di un tuffo rigenerante nella piscina dell’hotel. La sera una pizza da Modesto e la mattina seguente tutti di nuovo in pista. Certo, ad avere più tempo si potrebbe anche pensare di andare a salutare Sandokan e le sue tigri al Taman Negara, il parco naturale più grande della Malesia, ma questo è già un altro discorso ed un altro viaggio … Ma mentre tu vai, corri, ti sposti, ti dividi tra un po’ di relax ed aerei, aeroporti, auto a noleggio, prendi, lasci, check-in, check-out, ti perdi tra hall e reception di hotel più a meno stellati, cosa ne è della tua moto, della tua tuta, dei caschi, dei guanti, finanche alle chiavi inglesi ed ai cacciaviti? Do not warry, be happy!  Tranquillo e continua a rilassarti perché decine e decine di flight cases, minuziosamente assemblate come degli enormi puzzle da esperti meccanici ed uomini della logistica impiegati all’interno dei team, contenenti moto, cerchi, strutture box, ricambi, attrezzature, abbigliamento dei piloti, addirittura cucine, casse appositamente costruite per ogni specifica esigenza, vengono prelevate, in questo caso alla conclusione del Gran Premio di Aragon, da un partner ufficiale di Dorna e trasportate su gomma per poi essere caricate su tre enormi aerei cargo. Si, tutto il Motomondiale, personale a parte, viene caricato su tre enormi cargo. Soltanto come ordine di grandezza, immaginate che vengono trasportate ben oltre 350 tonnellate di materiale stipate in più di 600 flight cases, il che significa che servono quasi 200 autoarticolati per il loro trasposto da e per! A queste vanno aggiunte quelle che spedisce direttamente l’organizzatore (Dorna) per i propri servizi e parliamo di un numero che oscilla tra le 200 e le 300 unità. Giusto per, messi in fila, duecento TIR fanno come se, per te che sei di Terni, partissi dalla stazione ed arrivassi a San Valentino senza smettere mai di contarli … Oltre tre chilometri di camion in fila. In ogni caso, detto ciò, fino adesso siamo soltanto partiti da Aragonin in Spagna  ed arrivati a Motogi in Giappone, ben oltre tre ore di viaggio dall’aeroporto nipponico più vicino al circuito. Neppure a dire che siamo a metà dell’opera perché tutta questa montagna di materiale, andrà ancora caricata e scaricata  diverse volte per essere trasportata dal Giappone all’Australia, poi verso la Malesia ed infine da lì sino ad arrivare a Valencia per l’ultimo Gp dove, ordinatamente e come sempre, ogni squadra ritroverà le proprie casse esattamente davanti al proprio box. In realtà, non è il primo giretto per il mondo che si fanno casse e materiale perché all’inizio dell’avventura tutto fu spedito in Qatar, da li in Argentina poi negli USA e dagli States a Jerez de la Frontera! Il 6 novembre, esattamente come avvenne circa sei mesi prima in terra andalusa, davanti al box destinato al Team Octo Pramac Racing all’interno del Circuito RicardoTormo, di casse ci saranno anche quelle di Danilo con dentro tuta, casco, stivali, guanti, qualche souvenir e, speriamo tutti, molti punti in più in classifica con magari un bel 25 scritto in bella vista lì, dove dei punti si fa la somma. Un altro week end da vivere di corsa e da lunedì la testa già nel 2018 …

In ogni caso Keep calm e Caccia a ottobre rosso !
 

 

 

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